Alluvione Emilia: il contributo dei geologi e dei monitoraggi continui

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Ogni autunno con l'arrivo di piogge e temporali molto intensi il territorio italiano va in tilt vittima del dissesto geologico. Recentemente il Governo Italiano, con il progetto #italiasicura, ha destinato 1,1 miliardi di euro da mettere a gara entro la fine del 2014 per opere "urgenti" per lo sviluppo e il miglioramento delle infrastrutture idriche. Numeri che però non possono bastare. La sicurezza preventiva del territorio significherebbe risparmiare dalle 5 alle 7 volte il denaro pubblico speso per l'intervento a emergenza avvenuta ma anche dare certezze maggiori a chi vive e fa impresa nei territori stessi. Come le nuove tecnologie di controllo e monitoraggio del territorio posso aiutare gli operatori e i tecnici a prevenire ed intervenire tempestivamente nei confronti del dissesto geologico italiano?
L'Ordine dei Geologi dell'Emilia-Romagna, nell'ambito della manifestazione Expo Tunnel 2014, organizza un convegno dedicato alle nuove tecnologie geomatiche che si terrà sabato 25 ottobre dalle 9.30 alle 13.00 nella Sala A del Padiglione 19 di Bologna. Tre esperti docenti universitari, Marco Dubbini, Matteo Berti e Alessandro Corsini, introdotti da Anna Rita Bernardi, vice-presidente OGER, e da Paride Antolini del Consiglio Nazionale Geologi e coordinati da Gianluca Benedetti, Consigliere OGER, parleranno di tecniche geomatiche integrate, reti di sensori wireless, l'interferometria satellitare PermanentScatters (PS), velivoli a pilotaggio remoto (UAV, UnmannedAerialVeichle). Durante la giornata saranno presentate le caratteristiche, le tecniche, le applicazioni di tali sistemi al monitoraggio sui versanti in area appenninica e le prospettive future di queste tecniche di ultima generazione.
Il tema del convegno assume maggiore rilevanza ed attualità alla luce dei recenti nubifragi ed esondazioni che hanno colpito pesantemente diversi territori della nostra penisola - tra cui la città di Parma. Il consigliere Gianluca Benedetti ha affermato: «Cresce la complessità degli eventi meteorici - che ne rende sempre più difficile la loro previsione - rendendo molto incerti anche i sistemi di allerta, così criticati in queste settimane. Anche per questo aumenta l'importanza dei sistemi di monitoraggio in tempo reale e dei sistemi di acquisizione dati telerilevati che - basati su dati e misure reali - possono contribuire a validare (o modificare) i modelli previsionali e a rafforzare la certezza dei sistemi di allerta».
A seguito dell'alluvione di Parma l'Ordine dei geologi ha immediatamente comunicato alla Regione Emilia-Romagna la propria disponibilità a collaborare con le strutture tecniche regionali, nell'ambito di quanto previsto dal "Protocollo di collaborazione istituzionale" relativo alla mitigazione del rischio idrogeologico firmato un anno fa dall'Assessore alla Sicurezza Territoriale, Difesa della Costa e Protezione Civile Paola Gazzolo (ora anche Commissario per la Mitigazione del dissesto Idrogeologico) e dal Presidente dell'Ordine stesso Gabriele Cesari. Condividendo le parole del Presidente della Repubblica "Credo che stiamo vivendo un momento del Paese in cui l'attenzione non può non concentrarsi con la massima forza sulla tutela del territorio, sulla tutela del nostro patrimonio naturale, oltre che storico-artistico, perché stiamo vivendo dei fenomeni di spaventosa devastazione", Gabriele Cesari ha affermato che «La collaborazione in atto tra la Regione e l'Ordine dei Geologi è un segnale importante in questa direzione. Oltre alle attività di verifiche tecniche nell'area parmense a breve sarà anche definito - per l'anno 2015 - il programma formativo congiunto per geologi liberi professionisti e dipendenti dei Servizi Tecnici Regionali».

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