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Sopralluogo / Budrio

Nel cantiere del Ponte della Motta crollato sotto la furia dell'acqua | VIDEO-FOTO

Con il commissario in sopralluogo nell'area martoriata. Figliuolo ai cittadini: "Vi sono vicino". Ma la rabbia di chi ha perso tutto resta

Conta dei danni, andamento dei lavori e rassicurazioni. Dopo un primo incontro all'Università di Bologna, il commissario alla ricostruzione Francesco Figliuolo nella giornata di oggi 1 agosto 2023 ha fatto vista al Ponte della Motta a Vedrana di Budrio. Crollato durante l'alluvione di maggio, il ponte è ancora in fase di ricostruzione con il cantiere attivo 24 ore su 24 e turni di lavoro di dodici ore. Prima tappa di un sopralluogo che terrà occupato il commissario fino a tarda serata e che toccherà tutte le zone colpite, da Molinella fino a Imola.

Subcommissari e risorse

Prima dell'arrivo del commissario, sui resti del ponte crollato erano presenti i sindaci di Budrio e Molinella, Debora Badiali e Dario Mantovani, gli agenti della polizia locale, la Protezione civile e i rappresentanti del consorzio Bonifica Renana. Accompagnato dalle forze dell'ordine, il commissario Figliuolo è arrivato insieme al sindaco metropolitano Matteo Lepore e Irene Priolo, vicepresidente assessore regionale alla Protezione civile. 

Sul posto Figliuolo ha rilasciato brevi dichiarazioni circa la nomina dei sub-commissari avvenuta ieri 31 luglio: "Ieri ho nominato i subcommissari alla ricostruzione - ha detto - che mi aiuteranno nella gestione e nel coordinamento dei lavori". Ma ha tenuto a rassicurare spiegando come: "Con la Regione e con il subcommissario nominato (Stefano Bonaccini per l'Emilia Romagna, ndr) stiamo mettendo in ordine le somme urgenze. Ciò di cui c'è bisogno nel 2023 ha anche capacità finanziaria grazie ai soldi stanziati dal governo: su questo fronte mi sento sicuro di dire che le risorse ci sono".

Figliuolo in sopalluogo al Ponte della Motta

Il punto sui lavori al ponte della Motta

Il ponte della Motta collegava la zona di Vedrana di Budrio e di Molinella, ora i lavori proseguono per ricostruirlo in maniera più efficiente e più sicura. L'infrastruttura è crollata a causa dell'acqua che ne ha inghiottito le fondamenta, spiegano da Bonifica Renana. Il crollo sta dando la possibilità di rifare da capo tutta la struttura del ponte, che secondo nuovi studi sarà accorciato e in struttura d'acciaio. La nuova costruzione sarà più solida anche in prospettiva di nuove piene. Il tutto costerà circa 25 milioni di euro.

La visita del commissario è poi proseguita lungo le zone più interne del cantiere, precisamente nel punto dove il 17 maggio le acque sono fuoriuscite dagli argini. Ora nella zona si stanno attuando scavi per mettere in sicurezza il fondo del fiume. "Leggere le carte e le descrizioni dei danni è diverso - prosegue il commissario. Vedere con i propri occhi quanto è successo e i danni che l'acqua ha causato fa tutto un altro effetto". 

Il sopralluogo si è poi concluso a Selva Malvezzi, nel territorio di Molinella. Qui Figliuolo ha osservato i danni alle campagne causate dall'acqua, mentre il sindaco Dario Mantovani ha mostrato il livello idrometrico raggiunto durante le fasi di piena. 

 

Resta la rabbia di chi ha perso tutto

"Visite come questa sono molto utili" ha concluso Figliuolo salutando i rappresentati della ricostruzione e del territorio. "Vi sono molto vicino" ha detto prima di congedarsi. Un saluto che va a tutta la comunità di Vedrana di Budrio e di Molinella, ma che comunque non serve a placare la rabbia di un trauma spaventoso per chi quel 17 maggio si è visto entrare l'acqua dentro casa.

A margine dell'incontro infatti alcuni residenti nelle case adiacenti al ponte hanno rilasciato alcuni commenti sul crollo e in generale sullo stato dei lavori nella zona. Resta rabbia e sconforto per chi - fortunatamente - continua ad abitare nei territori allagati: "È ora che chi ha la responsabilità ricominci a lavorare per risolvere i problemi" ci dice una residente. "Nessuno vuole prendersi la colpa per quanto successo - continua -  si continua a delegare e rimbalzare decisioni e responsabilità, nessuno che ci metta davvero la faccia".

Delusione e sconforto per chi quella notte ha perso tutto e ha vissuto un incubo: "Ho avuto seriamente paura di morire" continua la residente. Ora la loro casa, poco distante dal ponte ma veramente vicina alla zona da dove l'acqua è fuoriuscita, è asciutta, ma hanno dovuto buttare via mobili, utensili, due auto e due trattori che usavano per lavorare nelle campagne di loro proprietà. Difficilmente la ricostruzione del ponte potrà togliere le conseguenze di un trauma così grande, ma - come anche assicurato dagli addetti ai lavori - oggi si cercherà di costruire in maniera più efficace unendo alla tecnologia una migliore tutela del territorio.

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