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Nuovo polo logistico ad Altedo, Legambiente contro: "Cemento per 43 piazze Maggiori"

L'asociazione dura contro il progetto da 73 ettari, che a regime dovrebbe fornire lavoro a 1500 persone

Non basta piantare qualche albero in più, come previsto dal piano, per coprire i capannoni, che andrebbero a occupare l'equivalente di "43 piazze Maggiori". Anzi, con l'arrivo di altri camion "si aumenterà la congestione del nodo di Bologna". E comunque ci sono "molteplici e significative criticità", legate alla qualità dell'aria, alla pianificazione e alla gestione del territorio e del paesaggio, così come all'utilità economica generale. Tutte pongono il progetto "in completa contraddizione con quanto indicato nei piani vigenti" territoriali, che sulla carta risparmiano suolo.

È Legambiente a Bologna a non mollare la questione del nuovo maxi polo logistico di Altedo, a Malalbergo, approvato dal Consiglio della Città metropolitana il 25 novembre scorso dopo il via libera degli altri Comuni interessati. "Era un terreno agricolo ma è diventato edificabile", sbottano gli attivisti.

A ridosso del casello autostradale di Altedo, lungo la strada Provinciale 20-via Chiavicone, il sito, realizzato dal fondo immobiliare Aprc di Lione, interesserà una superficie di 73 ettari nel Comune di Malalbergo e si prevede che, "a regime", darà lavoro a 1.500 persone.

Per Legambiente, tuttavia, saranno "devastanti" gli impatti che il progetto avrà sul territorio della pianura bolognese, per via della "rimozione di vincoli ambientali posti nel Ptcp dalla Provincia stessa e confermati a dicembre scorso nel Ptm", il nuovo piano territoriale metropolitano. Ne parlano in videoconferenza Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia-Romagna, e Luca Girotti, presidente del circolo di Legambiente territoriale 'pianura nord'. L'associazione si muoverà legalmente contro il progetto del polo? "Per ora l'obiettivo è quello di fare massa critica, sulla politica. Valuteremo azioni legali, ma questa anzitutto è una battaglia politica".

Vengono citate in videoconferenza le risposte sul progetto finora offerte da Marco Monesi, consigliere metropolitano con delega alla Pianificazione, e la sindaca di Malalbergo Monia Giovannini, in particolare sul rispetto del consumo di suolo nell'ambito della nuova legge regionale: "Nemmeno sappiamo quali aziende andranno ad occupare il polo. Come sono stati quantificati i 1.500 posti di lavoro? Ci piacerebbe che Monesi e la sindaca di Malalbergo- incalzano gli ambientalisti- dessero qualche spiegazione in più di quelle date finora, limitate al riferimento al tetto del 3% di nuovi insediamenti nel territorio urbanizzato previsto dalla legge urbanistica".

In questo quadro, così, Legambiente denuncia "la leggerezza allarmante con cui la politica decanta i vantaggi dell'operazione: annunciando posti di lavoro senza interrogarsi sulla qualità e sul tipo di imprese logistiche che arriveranno". Ma ci sono dubbi, emersi in un altro caso sui giornali, "anche sulle garanzie che il pubblico ha preteso dal privato, visto che l'azienda proponente, un'immobiliare internazionale, avrebbe proposto un'operazione analoga a Vercelli, poi non andata a buon fine". (Lud/ Dire)

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