Stop alla Piazzola per l'evento Coldiretti: "Piena stagione, per noi un grande danno"

Oggi la protesta degli ambulanti dalle 10 in via Indipendenza: Non abbiamo nulla contro Coldiretti, ma che significa sostituire un mercato con un altro mercato? Non è un evento di beneficenza"

Lo storico mercato della Piazzola sospeso un weekend per lasciare Piazza VIII Agosto a un evento Coldiretti: gli ambulanti, saltata l'ipotesi di un riposizionamento lungo via Indipendenza, si sono organizzati per far sentire la loro voce dopo una "vivace" partecipazione al Consiglio Comunale di lunedì scorso. Da questa mattina alle 10 saranno infatti in presidio in via Indipendenza con una modalità di protesta di cui si saprà qualcosa solo nelle prossime ore. 

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«Naturalmente non abbiamo nulla contro Coldiretti, questo lo chiarisco subito - a parlare Massimo Accorsi, ambulante alla Piazzola da 30 anni  - e per altro, in riferimento a ciò che è stato detto e scritto, la nostra presenza in sala consiliare lo scorso lunedì era assolutamente tranquilla e rispettosa, salvo qualche applauso che ci è costato la richiesta di uscire, per noi eccessiva. In ogni modo la questione che ci preoccupa e ci amareggia è che in piena stagione una decisione simile sia stata presa senza calcolare che per noi e le nostre famiglie rinunciare a un venerdì e un sabato significa vedere sottratto 1/4 del guadagno di un mese». 

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Da 48 anni è ambulante in piazzola anche il signor Marco non accetta l'annullamento del mercato per oggi e domani: «Dura da accettare è che il Comune di Bologna tolga un business per fare un altro business. Insomma, la piazza non è stata data a un'associazione benefica ma è stata venduta ad altri commercianti. Avremmo anche potuto chiudere un occhio se fosse avvenuto in agosto o febbraio, ma settembre per noi è piena stagione e c'è il Cersaie. Fra le proposte che potremmo accettare sicuramente non è una aspirina quale è invece la proposta delle due domeniche di recupero. Via Indipendenza invece sarebbe una bella vetrina». 

E' ancora Massimo Accorsi ad entrare nel dettaglio: «Siamo 340 commercianti. Ma non siamo 340: tra familiari e dipendenti sono un migliaio i lavoratori che si trovano a subire un danno a causa di questa decisione: il problema non lo si risolve aggiungendoci delle domeniche perché le domeniche sono vergognose, non ci fanno guadagnare nulla, anzi, per noi sono una perdita di tempo. Più ragionevole invece sarebbe (come detto dall'assessore in un primo tempo) lasciarci via Indipendenza per quelle quattro domeniche a rotazione (170 banchetti alla volta compatibilmente con la capienza). Noi siamo tutti d'accordo, siamo un gruppo coeso di colleghi e vogliamo andare fino in fondo». 

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