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Martedì, 29 Novembre 2022
Cronaca

Amianto negli acquedotti: "Positivo quasi un campione su dieci"

Secondo uno studio dell'osservatorio nazionale amianto, su 453 campioni analizzati, 41 sono risultati positivi per la presenza della fibra killer. La posizione di Hera: "Valori di gran lunga inferiori all'unico parametro di riferimento mondiale"

In Emilia-Romagna, nelle province di Bologna e Modena, sono ancora 28 gli acquedotti presenti con tubi contenenti amianto, a servizio di 134 Comuni. E su 453 campioni analizzati, 41 sono risultati positivi per la presenza della fibra killer. È uno dei dati presentati oggi a San Cesario sul Panaro, nel modenese, nel corso di un convegno organizzato dall'Osservatorio nazionale Amianto (Ona).

"Rispetto al passato abbiamo dati più solidi per quanto riguarda il ruolo dell'amianto nella genesi dei tumori delle vie biliari- spiega Giovanni Brandi, professore associato in Oncologia medica dell'Alma Mater di Bologna e responsabile del programma 'Tumori epato-biliari e pancreatici' del Policlinico Sant'Orsola- negli ultimi tempi si è riusciti a trovare grandi quantità di fibre di amianto nel fegato, sia dei pazienti con questo tumore, sia nelle persone sane che vivono in aree altamente esposte. Grazie a ulteriori studi, tra i quali uno che pubblicheremo a breve, ci si convince sempre di più della non innocenza delle fibre di amianto ingerite con le acque".

A seguito della mobilitazione dell'Ona, nel 2014 "venne segnalato il rischio amianto per la dispersione di fibre nell'acqua potabile in acquedotti costruiti prima dell'entrata in vigore della legge 257/92". Da allora sono state eseguite bonifiche sulle condotte dell'acquedotto di Bologna e di Carpi, dove i lavori sono terminati nel 2021 con la sostituzione di 15 chilometri di condutture in cemento-amianto.

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"C'è ancora molto da bonificare- avverte però il presidente dell'Osservatorio, Ezio Bonanni- prima di tutto nelle scuole, negli ospedali e nella rete idrica. Ed è per questo motivo che è necessario attuare l'obbligo di protezione dei lavoratori, compresi quelli che lavorano nella ristrutturazione degli acquedotti".

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Analisi sull'acqua e report annuale, Hera: "Valori di gran lunga inferiori"

Sull'argomento il gestore della rete idrica Hera ha sempre mantenuto la sua posizione storica, e cioè che la presenza di fibre di amianto è sì possibile, ma va relativizzata con i valori soglia di riferimento.

"Il dato più frequente che emerge dalle analisi condotte sulla rete gestita da Hera, infatti - spiegano dall'azienda - evidenzia l’assenza di fibre di amianto nell’acqua. I valori saltuariamente rilevati in alcuni punti, inoltre, risultano di gran lunga inferiori all’unico limite di riferimento disponibile: corrispondente a 7 milioni di fibre per litro (7 MF/L), tale limite è stato stabilito dall’USEPA (US Enviromental Protection Agency) e - come suggerito anche dall’Istituto Superiore di Sanità - può essere considerato come riferimento per i programmi di monitoraggio.

"Proprio in ragione della non pericolosità per la salute, giova ricordare che la vigente normativa comunitaria (Direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano) e la connessa norma italiana (Decreto Legislativo 2 febbraio 2001, n. 31 "Attuazione della direttiva 98/83/CE”) non prevedono limiti di alcun tipo per la presenza di amianto nell’acqua destinata al consumo umano. Non solo: anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sulla base delle proprie valutazioni di rischio e delle evidenze scientifiche disponibili, non ritiene necessario né opportuno prescrivere un tale limite".

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