Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Manifestazione Anci, domani i sindaci del Circondariato di Imola a Roma

Domani la protesta nella Capitale, il sindaco di Imola: "Andiamo a Roma per dire al Governo che deve cambiare strada"

Domani i Sindaci del Circondario Imolese andranno a Roma per partecipare alla mobilitazione straordinaria dell’Anci come hanno annunciato oggi: "Andiamo a Roma per dire al Governo che deve cambiare strada – ha dichiarato il presidente del Nuovo Circondario Imolese, Daniele Manca, a nome dei sindaci - se non cambiano le politiche fiscali rischiamo di costruire i bilanci sulla sabbia e non è accettabile che i Comuni facciano gli esattori dello Stato. Vogliamo inoltre informare la gente, a costo di tappezzare tutti i muri, di come stanno le cose: qui sono a rischio il principio di fedeltà fiscale e il patto con i cittadini, che hanno il diritto di avere chiarezza su quanto e cosa devono pagare e per quali servizi".

"Con la soppressione dell’Imu sulla prima casa senza che vi sia certezza immediata della copertura finanziaria del gettito da garantire ai Comuni – si legge in particolare nell’Odg del Consiglio regionale - il Governo è stato costretto, per il 2013, ad inventarsi la cosiddetta mini Imu, mentre per il 2014 l’introduzione di una nuova imposta sulle famiglie (Tasi) realizza il capolavoro di non aiutare i Comuni, determinando un minor gettito per loro, di penalizzare di più le case di dimensione e rendita catastale più bassa rispetto a quelle di maggior valore e di tassare anche chi paga l’affitto".

Questo risultato è frutto del passaggio da un’imposizione sulla casa (Imu) che prevedeva un regime di detrazioni (200 euro per abitazione più 50 euro per ogni figlio a carico entro i 26 anni) ad un sistema (Tasi) che, pur avendo aliquote più basse, mancando delle detrazioni determina un’imposizione sperequata rispetto alle famiglie meno abbienti, oltre a far pagare famiglie che erano esentate negli anni passati dall’Imu, l’introduzione di detrazioni con un 2.5 per mille porterebbe ad un terzo l’entrata al Comune".

Passando a qualche dato relativo al  territorio "L’Imu abitazione principale ha rappresentato come gettito per i Comuni aderenti all’ufficio tributi del Nuovo Circondario circa 9 milioni e 600 mila Euro nel 2012 (anno di riferimento per il pagamento ai Comuni), mentre il gettito complessivo Imu per tutti gli altri fabbricati, comprensivo dei terreni agricoli per il 2012, è stato di circa 30 milioni di euro (ma i dati 2013, vista la mini Imu, sono ancora provvisori). Lo Stato nel 2013, oltre ad avere abolito l’Imu abitazione principale senza prevederne le necessarie coperture, imponendo quindi ai Comuni di recuperare con la Mini Imu, vale a dire il differenziale tra il 4 e il 5 per mille a gennaio 2014 (per il Circondario la cosa ha riguardato Castel San Pietro Terme, Dozza, Mordano e Medicina), ha incassato le entrate derivanti dai fabbricati di Categoria D (differenziale con l’aliquota maggiorata). Per i soli Comuni di Imola e Castel San Pietro il gettito è stato di 7 milioni e mezzo di euro, rispettivamente 5,2 milioni e 2,2".

Per quanto riguarda le tasse introdotte nel 2014, con l’introduzione della Iuc, comprensiva di Tasi, Imu e Tari, le stime sono in corso, ma si possono fare già alcune considerazioni:
- Da una prima rilevazione, la Tasi risulta iniqua perché. non applicando le detrazioni, penalizza maggiormente le case medio/piccole e i nuclei più numerosi;
- La Tari, che sostituisce la Tares, prevede che le agevolazioni siano previste a bilancio e non più nel piano finanziario approvato dalla Regione e quindi con modalità non sostenibili, tenuto anche conto del fatto che la raccolta differenziata per le imprese viene abolita; si stima che in tutto il territorio il passaggio comporterà un incremento, per le imprese, intorno al 20/25%;
- Il peso del mantenimento dei servizi garantiti dai Comuni graverà completamente sugli stessi, come dimostra la decisione dello Stato di non ridurre i costi, ma di tagliare le risorse ai Comuni, che dovranno incrementare le imposte per conservare la rete dei servizi, sollevando lo Stato da ogni azione di sostegno;
- Un ultimo particolare: l’attività imposta alle Amministrazioni, a cominciare dall’invio di bollettini precompilati anche per Tasi e Imu (per la sola Tares l’attività amministrativa ha comportato un costo di circa 600mila euro), porterebbe un aggravio in termini burocratici e amministrativi almeno raddoppiato.

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