Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Domiciliari Franzoni, prima la perizia psichiatrica: valutare pericolo di recidiva

Martedì scorso in udienza la richiesta degli arresti domiciliari per occuparsi di Gioele, il più piccolo dei suoi figli. Il Tribunale di Sorveglianzo ha rinviato la decisione

Una perizia psichiatrica per valutare il pericolo di recidiva. L'ha disposta, a quanto si apprende, nei confronti di Annamaria Franzoni il Tribunale di Sorveglianza di Bologna, che ha rinviato la decisione sulla richiesta di detenzione domiciliare, avanzata dalla difesa della donna, per occuparsi di Gioele, il più piccolo dei suoi figli. LCogne: Annamaria Franzoni in tribunale per chiedere i domiciliari
„L
a Procura generale ha espresso parere contrario.
Una nuova udienza é stata fissata a gennaio.

Annamaria Franzoni sta scontando la pena nel carcere della Dozza, e da qualche settimana è stata ammessa al lavoro esterno in una cooperativa sociale annessa all'adiacente parrocchia.

"Ormai non mi stupisce nulla nella vicenda umana di questa donna. Affronteremo anche questo nuovo approfondimento con serenità". Così l'avvocato Paola Savio, che assiste Annamaria Franzoni, ha risposto a chi le ha chiesto se fosse stupita per la decisione del tribunale di Sorveglianza di Bologna di far fare una nuova perizia per valutare le condizioni psichiche della donna. "Il tribunale - ha aggiunto l'avvocato, che ha spiegato di non essere ancora stata informata a riguardo - ha il diritto di approfondire qualunque aspetto, per una decisione serena".

NON E' LA PRIMA PERIZIA. Nel corso della vicenda processuale che la riguarda, Annamaria Franzoni è già stata più volte oggetto di perizie psichiatriche. Era stato proprio un esame disposto dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna, nel 2008, a concludere per un rischio di recidiva e nessuna ragione d'urgenza affinché madre e figli potessero vedersi fuori dal carcere: all'epoca i giudici dovevano decidere se potessero essere commutati i permessi di lavoro esterni con quelli di visita da lei chiesti.

All'esito del processo di secondo grado, la Corte di assise di appello, nel condannare Franzoni a 16 anni, riconobbe alla donna le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti e quindi un forte sconto di pena perché ritenuta sofferente di un disturbo psicologico che le provocava forti crisi ansiose. Nel corso del processo, i quattro esperti nominati dai giudici per una perizia alla quale Franzoni non collaborò, parlarono di ''vizio parziale di mente'' dettato da uno ''stato crepuscolare orientato''. Anche se la Corte non concordò: ''La diagnosi - è scritto nella sentenza - non concorda con varie e rilevanti componenti della condotta tenuta dall'imputata fin dai momenti immediatamente successivi all'esecuzione del delitto". L'opinione della Corte era che Annamaria patisse un ''conflitto interiore'' con ''radice in ambito familiare'', il cui ''polo nascosto'' era determinato in ''una forte preoccupazione per Samuele". Franzoni si trova nel carcere della Dozza di Bologna dal 21 maggio 2008. Da un paio di mesi è stata ammessa al lavoro esterno e ha usufruito di un permesso per tornare a casa alcuni giorni.

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