rotate-mobile
Cronaca

Ritorno in classe, tra vecchie e nuove criticità: intervista al direttore dell'ufficio scolastico Regionale 

Gli effetti del calo della popolazione scolastica che si fanno sentire. Dirigenti, personale ATA, supplenze e tutti i numeri per l'anno 2023-24. Poi l'importanza dell'orientamento nella scelta delle superiori e gli equilibri nella scuola e docenti-famiglie. Queste le tematiche toccate da Versari

"Venerdì 15 settembre, dopodomani, in Emilia-Romagna tornano in classe 540 mila studenti circa, ai quali vanno aggiunti altri 60 mila delle scuole paritarie comunali e private. Sono 4 mila in meno rispetto allo scorso anno e prossimamente purtroppo vedremo ancora più da vicino gli effetti del calo della popolazione scolastica in tutti i gradi della scuola. Abbiamo nominato 38 dirigenti scolastici, praticamente coprendo tutte le sedi, e una parte di dirigenti svolgeranno contemporaneamente altre funzioni, chi all'Università e chi all'estero". Lo spiega il direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale Stefano Versari alla vigilia della riapertura delle scuole. Un anno che dovrebbe cominciare senza particolari intoppi visto che i nostri istituti sono pronti ad accogliere gli alunni dopo quasi tre mesi di stop in modo da prevedere che si possa fare scuola nelle migliori condizioni possibili. 

Strascichi del covid, alluvione, problematiche "solite" legate alla scuola: quali preoccupazioni e le eventuali criticità che avete dovuto affrontare in previsione del via a questo nuovo anno scolastico e quale la situazione a oggi? 

"Intanto solo nella nostra regione fra docenti, collaboratori e dirigenti abbiamo circa 78 mila dipendenti: un numero enorme. La maggiore preoccupazione che avevamo era legata alle ristrutturazioni legate al Pnrr e che è stato un passaggio importante oltre che un momento di transizione per tanti istituti scolastici. E su questo fronte siamo in ordine. L'altro elemento che ha creato preoccupazione è stato quello legato all'alluvione che ha colpito, come ben sappiamo, alcune aree della Romagna. Ma le scuole danneggiate hanno visto realizzarsi quasi tutti gli interventi e per i pochi rimasti, sono in calendario entro l'anno perché l'assegnazione delle risorse è stata immediata. Insomma, di preoccupazioni in questo momento non ce ne sono. L'augurio che faccio ai nostri studenti è che sia un anno pieno di senso e di opportunità, che si riescano a recuperare (dopo il periodo della pandemia) le relazioni, senza la mediazione della tecnologia. Che sia quindi un anno in presenza e in relazione, relazione fra loro e anche con gli adulti". 

Calendario scolastico: tutti i ponti e le festività di quest'anno 

Sulla scuola italiana tante se ne dicono, nel bene e nel male. Ma quali sono secondo lei le vere e preziose qualità che abbiamo nel nostro sistema scolastico e quali le peculiarità regionali (se ce ne sono)? 

"A dire il vero abbiamo un ottimo sistema scolastico anche se il punto debole sono le differenze fra territorio e territorio, fra scuola e scuola. Se prendiamo l'Emilia-Romagna dobbiamo essere orgogliosi perché siamo costantemente ben al di sopra la media OCSE. Quello che ci contraddistingue è certamente la grande capacità di fare rete: le nostre scuole non sono isole nel deserto, ma sono ben radicate nei territori dei quali diventano espressione e orgoglio". 

Immaginare il proprio futuro già da molti giovani e scegliere il percorso scolastico giusto: quanto è importante l'orientamento e come gestire questa fase importante che rappresenta anche un bivio?  

"Fondamentale è l'orientamento già dalla scuola secondaria di primo grado. In Emilia-Romagna abbiamo un 44% di studenti che sceglie il liceo e un 56% che si rivolge agli istituti tecnici e professionali: da questo punto di vista  siamo una delle regioni nelle quali la maggior parte dei ragazzi preferisce un percorso tecnico-professionale, ma secondo noi sono ancora pochi perché ci sembra che non si tenga conto adeguatamente delle attitudini e si ragioni ancora un po' troppo per stereotipi. Non c'è un percorso migliore di un altro, ma percorsi più idonei alla persona e per il bene dei nostri figli è bene riconoscere e valorizzare i loro talenti per poi indirizzarli al meglio. Non dobbiamo rischiare un'impostazione che ci porti a sprecare dei talenti". 

Orientamento scuole superiori

A proposito della relazione tra le famiglie e la scuola, tra i genitori e gli insegnanti: quale il modo migliore per riuscire a essere partecipi senza interferire nel lavoro degli educatori? 

"Rapportarsi alla scuola per la famiglia è un dovere perché la scuola ha un compito educativo che si affianca al compito educativo della famiglia. Su questo non c'è alcun dubbio. I genitori non sono chiamati a tutelare dal punto di vista sindacale i loro figli, quanto difendere le alleanze educative: se i messaggi sono in contrasto si realizzano delle dicotomie che creano confusione nel giovane in una fase di crescita e costruzione della sua identità. Si deve smettere di interferire su tutto il tema della valutazione perché i ragazzi e le ragazze non saranno migliori o peggiori a seconda del voto che prendono e i contenziosi non creano alleanze ma divorzi educativi". 

Anno scolastico 2023/2024: tutti i numeri

Al via dal 15 settembre le lezioni nella regione Emilia-Romagna. Saranno 536.269 gli studenti e le studentesse che faranno ritorno tra i banchi delle scuole statali del nostro territorio.  Saranno 533 le istituzioni scolastiche statali sul territorio regionale (compresi 12 CPIA e 2 Convitti) che accoglieranno 536.269 studenti, con un calo di circa 4.200 studenti rispetto al passato anno scolastico (-0,8%). Gli studenti con disabilità certificata saranno circa 22.000 (+4,5% rispetto allo scorso a.s.). Le scuole paritarie nell’a.s. 2023/2024 saranno quasi mille (di queste oltre l'80% scuole dell’infanzia).

Le classi funzionanti in Emilia-Romagna saranno quasi 25.000, di cui 8.500 circa nella scuola primaria. Su base provinciale, come lo scorso anno, Bologna detiene il record regionale per classi funzionanti, pari a 5.246 (1.858 nella scuola primaria). Seguono Modena con 4.251 e Reggio Emilia con 2.980. Per le scuole secondarie di II grado, trova conferma la tendenza degli anni precedenti: circa 90.000 studenti dell’Emilia-Romagna frequentano i licei (poco più del 44% del totale alunni) mentre circa 114.000 i tecnici-professionali (quasi il 56% del totale alunni). Nel dettaglio sono oltre 72.000 gli alunni degli istituti tecnici (oltre il 35% del totale alunni) e quasi 42.000 quelli degli istituti professionali (poco più del 20% del totale alunni). Aumenta dello 0,7% la popolazione scolastica totale nella scuola secondaria di II grado, che invece cala nella primaria (-0,5%) e resta sostanzialmente stabile nella secondaria di I grado e nell’infanzia.

Dirigenti, personale ATA e supplenze 

Sono 479 i dirigenti scolastici di ruolo in servizio in Emilia-Romagna. 312 di loro dirigeranno scuole del 1°ciclo (infanzia, primaria e secondaria di 1°grado), mentre 167 dirigeranno scuole di 2°ciclo (secondaria di 2°grado). Sono 38 i nuovi Dirigenti assunti per l’a.s. 2023/2024. Saranno 54 le scuole assegnate in reggenza, essendo i dirigenti titolari altrove operanti (presso scuole italiane all’estero, presso Università, ecc.) o perché trattasi di scuole sottodimensionate. In sostanza, sono state assegnate tutte le sedi possibili. I posti di personale docente in Emilia-Romagna saranno 61.137. Di questi, su posto comune saranno 47.177 docenti mentre su posto di sostegno saranno 13.960 docenti. Nello specifico con riferimento ai posti di sostegno, 7.841 rappresentano la dotazione assegnata e 6.119 quelli autorizzati in deroga dal Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale in ragione della Sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2010. È in corso ricognizione delle eventuali esigenze sopraggiunte di posti di sostegno in deroga.

Sono state quasi 5.000 le immissioni in ruolo, di cui oltre 1600 su posti di sostegno. Dei docenti immessi in ruolo, oltre 2.000 sono quelli di candidati in posizione utile nelle graduatorie di merito di procedure concorsuali e nelle graduatorie ad esaurimento. I rimanenti 3000 docenti saranno immessi in ruolo al superamento dell’anno di formazione e prova.

Le scuole disporranno, per l’a.s. 2023/24, di 16.303 unità di personale ATA (personale amministrativo, tecnico e ausiliario), di cui circa 2.400 unità assegnate dal Direttore Generale per ragioni di sicurezza. In totale sono 419 in più rispetto all’anno scolastico precedente, con cui saranno garantiti il regolare svolgimento delle attività delle segreterie, la funzionalità delle aule e dei laboratori ed il funzionamento dei servizi scolastici. Nello specifico, 10.809 saranno i collaboratori scolastici (+2,9% rispetto all’a.s. precedente), 3.708 gli assistenti amministrativi (+2,0%). Le immissioni in ruolo totali per il personale ATA sono 855 unità: le più numerose hanno interessato i collaboratori scolastici (615) e gli assistenti amministrativi (191, rispetto ai 182 dell’a.s. 2022/23).

Sono circa 9.300 le supplenze ‘ordinarie’ (fino al 31/08 e fino al 30/06) conferite dall’Ufficio Scolastico Regionale al personale docente. Di queste circa 3.700 su posti comuni e circa 5.600 su posti di sostegno. La prima tornata di immissioni in ruolo si è conclusa il 25 luglio 2023, in anticipo rispetto alla programmazione. Entro rispettivamente le scadenze programmate del 9 agosto e 31 agosto 2023, l’Ufficio
scolastico regionale per l’Emilia-Romagna ha terminato la procedura di assegnazione al personale docente delle nomine su posti di sostegno ex art. 5 ter D.L. 228/2021 (che si trasformeranno in immissioni in ruolo) e delle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche da graduatorie provinciali.

Scuola e disabilità: un presidio in prefettura 
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ritorno in classe, tra vecchie e nuove criticità: intervista al direttore dell'ufficio scolastico Regionale 

BolognaToday è in caricamento