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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Operazione Polizia e GdF, via beni per un milioni di euro a pregiudicato

Ritenuto “soggetto fiscalmente e socialmente pericoloso”. Tra i beni oggetto di sequestro rientrano un appartamento a Bologna e una villetta in Costa Smeralda, oltre alle quote di 4 società e i relativi rami d’azienda, nonchè denaro per circa mezzo milione di euro

Conti correnti e beni per un valore complessivo di oltre un milione di euro, tutti riconducibili a un soggetto  pregiudicato bolognese, Ciro Cuomo.

La Divisione Anticrimine della Polizia di Stato della Questura di Bologna e i finanzieri del locale Comando Provinciale della Guardia di Finanza nella mattina odierna stanno eseguendo un Decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Bologna – Sez. Misure di Prevenzione – ai sensi della normativa antimafia, su proposta congiunta del Procuratore di Bologna Dott. Giuseppe Amato e del Questore di Bologna Dott.ssa Isabella Fusiello, relativo al sequestro di beni mobili, immobili e societari. 

Il Questore: "Attaccando i beni, si indebolisce" | VIDEO 

Il maxi sequestro

Il sequestro riguarda beni mobili, immobili e societari, nonché di conti correnti per un valore complessivo di oltre un milione di euro, tutti riconducibili al pregiudicato, che opera  da anni nel territorio cittadino in diversi settori della vita produttiva, con interessi prevalenti nel settore terziario, e che per gli investigatori è ritenuto “soggetto fiscalmente e socialmente pericoloso”

Tra i beni  sequestrati rientrano un appartamento a Bologna e una villetta lussuosa in Costa Smeralda, oltre alle quote di 4 società e i relativi rami d’azienda, nonchè denaro per circa mezzo milione di euro.
Sono in corso accertamenti per l’individuazione e la sottoposizione a sequestro di ulteriori attività commerciali riconducibili alle società.

I dettagli dell'operazione

L’indagine patrimoniale è stata svolta dalla Sezione Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine della Questura di Bologna congiuntamente al 2° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza e ha consentito di delineare la figura di “evasore fiscale seriale” del pregiudicato, nonché una evidente sproporzione tra i redditi leciti prodotti dallo stesso e gli investimenti effettuati, fanno sapere gli investigatori.

L’operazione, condotta in sinergica collaborazione tra Polizia di Stato e Guardia di Finanza, ha permesso di ricomporre minuziosamente il profilo criminale del soggetto che negli anni ha collezionato denunce ed arresti per reati contro la persona e il patrimonio, tra cui furto e ricettazione. In particolare, proprio questi ultimi reati sono alla base delle condanne adottate nei suoi confronti , in via definitiva, da parte del Tribunale di Bologna, nel 1998 e nel 2015.
Elementi ulteriormente determinanti, in relazione alla misura di prevenzione eseguita, derivano dall’arresto risalente al 2021 per i reati di bancarotta fraudolenta, trasferimento fraudolento di valori, danneggiamento a seguito di incendio aggravato, tentata estorsione aggravata, riciclaggio e autoriciclaggio.

Nel corso delle indagini è infatti emerso - rilevano gli investigatori - "come il pregiudicato avesse nel tempo costituito, acquisito e gestito, anche con il ricorso a fittizie intestazioni a familiari e prestanomi, una molteplicità di attività operanti nel settore della ristorazione e della somministrazione di alimenti e bevande, appropriandosi dei relativi guadagni."

Parallelamente, gli operatori della Polizia di Stato e i militari della Guardia di Finanza, attarverso la consultazione delle specifiche banche dati  e all’acquisizione di ulteriori informazioni sul campo, hanno ricostruito la situazione economica, reddituale e patrimoniale di Cuomo e del suo nucleo familiare negli ultimi 25 anni.
L’esito degli accertamenti ha permesso di appurarne - aggiungano ancora gli investigatori - oltre ad una "manifesta pericolosità sociale generica", anche un’accentuata “pericolosità fiscale” in virtù di una "propensione ventennale", e pertanto “seriale”, all’evasione fiscale”. Conseguentemente, è emersa una notevole sperequazione tra i redditi dichiarati, l’attività economica svolta e il patrimonio immobiliare acquisito, ritenuto di ingiustificata provenienza.

Significativa - concludono gli investigatori - è la circostanza che il percorso investigativo finalizzato all’individuazione delle illecite disponibilità finanziarie utilizzate per l’acquisto degli immobili sottoposti a sequestro, ha trovato conferma anche dalle risultanze di un’istanza di condono fiscale dalla quale è emerso che il soggetto ha omesso di dichiarare redditi per oltre 2 milioni di euro. 

 

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