Cronaca

I volti della Resistenza alle porte di Bologna: "Eroi della porta accanto che hanno contribuito alla Liberazione"

INTERVISTA Antonella Cinelli, la pittrice che ha avuto l'idea del progetto e con Anpi ha seguito l'installazione: "Fino al 2 giugno le porte monumentali di Bologna parleranno di loro".

Dodici donne e uomini protagonisti della Resistenza, dodici articoli della Costituzione italiana, dodici porte della città di Bologna: "Un'emozione intensissima conoscere questi eroi della porta accanto, ascoltare la storia attraverso le loro storie e trasferire tutte quelle emozioni su tela". A parlare è Antonella Cinelli, l'artista che ha ideato e realizzato un progetto fondato più di tutto sulla relazione come pratica anti-selfie: "Ciò che resiste".  

Il progetto "Ciò che resiste": 12 ritratti per 12 articoli della Costituzione

Dal 21 aprile al 2 giugno (il giorno della Festa della Repubblica Italiana) Bologna abbraccia i suoi partigiani attraverso le antiche porte monumentali. Dodici gigantografie, di sei donne e sei uomini protagonisti della resistenza italiana, tratti dal progetto pittorico "Ciò che resiste" dell’artista Antonella Cinelli, sono state esposte sulle dodici porte della città. Ad ognuno verrá associato uno dei i primi dodici articoli della costituzione Italiana. L’ANPI e il Comune di Bologna hanno fortemente voluto questo evento come gesto di vicinanza alla cittadinanza in un periodo in cui non sarà possibile festeggiare il giorno della Liberazione con manifestazioni di piazza.

Quando è nata questa idea, da chi è come è andata? "Il progetto Ciò che resiste è una mia idea nata nel 2016 per raccontare i protagonisti della Resistenza italiana ancora in vita. Persone della porta accanto che si assunsero la responsabilità di contribuire alla Liberazione. Io sono abruzzese, ma mio nonno è di Medicina e attraverso la sua storia e la sua morte sono entrata in contatto con questa parte di storia che in alcuni luoghi d'Italia (come l'Emilia-Romagna) è sentita più che in altri. Quando l'ho proposto ad Anpi Bologna e nello specifico ad Anna Cocchi, ho trovato molto entusiasmo e nel 2018 abbiamo allestito un'esposizione in Sala Borsa, per i 70 anni della Costituzione e poi una seconda al palazzo ducale di Genova. È un lavoro che continua a crescere, alimentandosi di incontri e testimonianze preziose". 

Quale il significato di questo progetto che si serve dell'arte a beneficio della memoria? "Ciò che resiste nasce da un’esigenza, o meglio, dall’urgenza di comprendere e conoscere più a fondo un periodo storico e di farlo in fretta approfittando delle testimonianze dirette di chi lo ha vissuto in prima persona. E' nato così un  piccolo, grande viaggio intrapreso assieme all’Anpi provinciale di Bologna che mi ha guidata e sostenuta attraverso una realtà affascinate. Così sono entrata in case cariche di ricordi, ho ascoltato storie, stretto mani e fatto conoscenze uniche". 

"C'era voglia di raccontare e voglia di ascoltare. Una grande emozione"

Ha incontrato personalmente tutte e 12 le persone che vediamo nei ritratti? Come è stato? "Sì e sono stati tutti incontri carichi di emozioni. Emozioni diverse e intense, con momenti di forte commozione. Sono entrata nelle loro case, ho visto le loro cose, li ho guardati negli occhi e li ho ascoltati. Sono uscita da questi incontri con in mano schizzi, foto, appunti. C'era voglia di raccontare e voglia di ascoltare". 

E poi questi volti li ha trasportati su tela? "Sì. Ho eseguito i ritratti di tutti e dodici con la tecnica dell'olio. Il ritratto pittorico è stato lo strumento per dare forma a questa esperienza, scelto perché mi ha obbligato a camminare in punta di piedi, a prendere per mano il soggetto cercando di comprenderlo. Una pratica anti-selfie che mi ha vincolata al tempo lungo della sedimentazione delle sensazioni dal momento che contempla ancora la relazione. Perché è solo così che la pittura può restituire una sintesi tra aspetto fisico e psicologico del soggetto . L'istinto di ognuno è quello di specchiarsi nel volto dell'altro, di ritrovare qualcosa di se in chi si osserva e in tal senso la mia idea è stata quella di coinvolgere lo spettatore affinché fosse portato a riflettere che in quei volti potrebbe esserci il propio o quello dei suoi cari. Ma questo progetto mi ha dato molto di più di ciò che ho creduto io di restituire e oggi cresce in dimensione e abbraccia tutta la città attraverso le sue porte monumentali grazie alla volontà inesauribile dell’ANPI e all'entusiasmo del comune di Bologna". 

“Ció che resiste” è un omaggio a chi, pur avendo attraversato l'orrore e la durezza della guerra partigiana, è riuscito a sopravvivere e a tornare da noi per testimoniare , ma è anche una dichiarazione di affermazione della vita , della fiducia e della speranza in ciò che di più positivo resiste nell'animo umano” - Antonella Cinelli

Chi è Antonella Cinelli: la bio dell'artista 

Antonella Cinelli è nata a Teramo nel 1973 . Si è diplomata in pittura all'Accademia di belle arti di Bologna nel 1997. Fa parte del movimento artistico della" nuova figurazione italiana". La sua carriera espositiva è iniziata nel 1993 e tra le varie mostre ha esposto al Museo della permanente di Milano, al museo Mazzucchelli di Brescia, al museo Marino Marini di Firenze, all'Aurum di Pescara e a Palazzo Ducale di Genova . Le sue opere sono presenti in diverse collezioni pubbliche e private tra le quali: fondazione "il Vittoriale degli italiani" Gardone di Riviera,fondazione Carisbo di Bologna, fondazione Vignato di Vicenza, Museo civico di Vasto, al museo MUSA di Saló e Fondazione Fabbri di Bologna. Nel 2006 ha vinto il primo premio per la pittura nel concorso nazionale Premio Celeste e nel 2011 è stata invitata ad esporre alla 54 biennale di Venezia nel padiglione Italia Abruzzo. Ha collaborato e collabora con gallerie in Cina, Regno Unito , Canada e Svezia partecipando a mostre e fiere d'arte internazionali. È ideatrice e direttrice artistica di FIGURABILA , il piccolo festival dell’arte iconica. 

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