Caregiver, in arrivo numero di telefono per chi gestisce i parenti in difficoltà

Dalle pratiche burocratiche alla spesa a domicilio al supporto psicologico. Si stima siano 10mila i curatori dei propri cari, perlopiù donne tra i 45 e i 65 anni, costrette spesso a lasciare il lavoro

Un numero telefonico dedicato per offrire un punto di ascolto, informazioni utili e suggerimenti per affrontare le situazioni percepite come emergenziali: è una delle azioni previste dal progetto di supporto ai caregiver, cioè persone che si occupano di propri familiari, attivato dal Comune di Bologna con lo stanziamento di un milione di euro all'anno sul triennio 2020-2022.

Si tratta dell'ultimo pezzo della manovra per le famiglie annunciata dal sindaco Virginio Merola negli scorsi mesi. Stamattina il progetto è stato illustrato in conferenza stampa dopo la firma di un accordo tra l'amministrazione e i sindacati. Intesa raggiunta dopo "un lungo lavoro di confronto", sottolinea l'assessore al Welfare, Giuliano Barigazzi.

"Il Comune spende già diversi milioni per l'assistenza agli anziani", ricorda Barigazzi, ma con questo ulteriore progetto si vuole affrontare "un tema intergenerazionale che naturalmente impatta sul lavoro, la qualità e i tempi di vita delle persone che si occupano dei propri cari", sviluppando "le funzioni che un Comune è chiamato a svolgere in un mondo che è cambiato molto": cioè non solo produzione dei servizi, bensì anche "orientamento e garanzia" nonché "regolazione del mercato". Quello in corso è "un primo anno di sperimentazione- aggiunge Barigazzi- ma la direzione è tracciata e credo che l'impegno di risorse nel futuro possa aumentare".

Assistere i parenti in disagio, i numeri del fenomeno

La platea dei destinatari, del resto, potenzialmente è ampia: a Bologna "possiamo stimare circa 10.000 persone che destinano all'assistenza familiare almeno 20 ore settimanali", spiega il dirigente comunale Chris Tomesani.

Secondo i dati Istat 2019, i caregiver sono per la maggior parte donne tra i 45 e i 64 anni, che nel 60% dei casi hanno dovuto lasciare il lavoro. E' proprio ai caregiver che si rivolge direttamente il nuovo progetto di Palazzo D'Accursio, più che alle persone assistite: nello specifico, le azioni sono destinate a chi si occupa di familiari per necessità assistenziali dovute a età, a patologie di deterioramento cognitivo e disabilità.

Il servizio telefonico sarà il primo a partire, intorno al mese di aprile. Seguirà un servizio pensato per aiutare i caregiver nella gestione delle pratiche burocratiche e nel disbrigo delle commissioni quotidiane, come la spesa a domicilio e il ritiro delle ricette mediche. Da giugno saranno messi a disposizione mezzi di trasporto e accompagnatori per le persone che hanno bisogno, ad esempio, di sopporsi a visite mediche o di andare all'ufficio postale o che devono muoversi per svolgere attività di socializzazione.

A settembre, poi, verrà attivato un ulteriore servizio di supporto che, in particolare, aiuterà l'incrocio tra domanda e offerta per l'individuazione di assistenti familiari. Sempre in quel periodo, infine, partirà l'ultima azione del progetto finalizzata a sostenere i caregiver nella pulizia e la manutenzione degli alloggi, individuando percorsi facilitati sul mercato.

"Esprimiamo la soddisfazione più come organizzazioni sindacali dei pensionati", dichiara Sergio Palmieri della Fnp-Cisl, parlando anche a nome dello Spi-Cgil e della Uilp: si tratta di un accordo "importante e innovativo perché va incontro a bisogni non completamente conclamati ma che esistono e pesano in maniera molto forti sia sui caregiver che sulle reti familiari". Sul piatto ci sono "risorse aggiuntive rispetto a quelle regionali- rimarca Sonia Sovilla della Cgil, parlando anche per Cisl e Uil- perché il confronto a Bologna è partito molto prima rispetto al resto della regione e del Paese, infatti non mi risulta che esista un accordo in Italia paragonabile a quello sottoscritto oggi".

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Sovilla, in particolare, si sofferma sull'alta incidenza del lavoro femminile in questo settore, auspicando che la nuova intesa possa favorire "la regolarizzazione di una parte consistente di mercato che spesso è sconosciuta alla rete dei servizi e anche alle organizzazioni sindacali, se non in termini di vertenza". L'impegno del Comune, intanto, non si ferma qui: a breve "faremo partire un percorso, in cui ci seguirà la Bocconi- riferisce Barigazzi- di proposta di innovazione delle politiche pubbliche e dei servizi rivolti alla terza età, coinvolgendo tutti gli stakeholder". (Pam/ Dire) 

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