Maltrattamenti in casa-famiglia: “Situazione disumana. Più controlli su queste realtà”

Così l'Amministrazione di San Lazzaro di Savena dopo il sequestro e gli arresti alla casa Il Fiore. Oggi si chiedono "più regole per le case protette non accreditate"

“Più regole e maggiore controllo sulle case protette non accreditate, altrimenti è necessario cambiare i regolamenti affinché non si scoprano altre case degli orrori”. E’ questo, in sintesi, il pensiero dell’amministrazione comunale sanlazzarese dopo il sequestro e gli arresti alla casa-famiglia della Croara.

Forte, infatti, la posizione del sindaco Isabella Conti: “In questa vicenda ci sono diversi aspetti raccapriccianti. Innanzitutto la disumanità dei comportamenti, la barbarie e la crudeltà esercitata su persone indifese e fragili. Poi, la necessità di disciplinare con una legge stringente la possibilità di apertura di strutture che rientrano nella denominazione di casa famiglia, il cui nome evoca un luogo protetto e in qualche modo controllato dall’ente pubblico, mentre in realtà rappresenta una fattispecie ibrida che attualmente, per essere aperta, non necessita di nulla se non di una semplice scia, cioè una comunicazione di inizio attività come avviene per l’apertura di un qualunque esercizio commerciale. Il Comune non può nemmeno valutare o esercitare poteri di controllo diretto sulle idoneità di simili strutture. Dunque i casi sono due: o si disciplinano in modo rigoroso queste realtà, o si chiudono un volta per tutte lasciando aperte solo le strutture accreditate. Se gli enti deputati non agiscono in fretta, di situazioni simili potremmo vederne ancora”.

Le intercettazioni shock

Non da meno l’assessore al Welfare, Marina Malpensa: “Come amministratori dobbiamo difendere la salute e la dignità dei nostri cittadini a 360 gradi. Stiamo chiedendo in tutte le forme possibili una maggiore attenzione di chi deve regolamentare questo settore in maniera diversa da come è stato fatto fino ad ora. Nello specifico, la struttura Il Fiore alla Croara era stata  anche diffidata  due volte dal Comune dopo che era stato informato di un sopralluogo dei Nas che avevano appurato come ci fossero otto persone, invece che sei .  E’ bene sottolineare che parliamo di una struttura non accreditata, e in questi casi il Comune non ha potere autonomo di controllo” .

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