Anziani maltrattati in casa famiglia: "Rabbia per quel che è accaduto a mio padre. Vivrò con i sensi di colpa"

Il figlio di uno degli anziani della struttura di Monteveglio finita nel mirino dei Nas racconta il dramma vissuto con suo padre, deceduto 9 mesi fa: "Ho fatto la scelta sbagliata, ma sembrava tutto perfetto. Agli altri parenti dico che devono denunciare"

"Mio padre adorava la montagna e quando ho visto quella casa immersa nel verde ho pensato che fosse perfetta per lui. Il giorno in cui l'ho portato lì gli hanno preparato persino le tagliatelle. Oggi solo amarezza e ancora rabbia dopo nove mesi dalla sua morte. Restano i sensi di colpa visto che quella casa famiglia l'ho scelta io". Fabio Fornasini non si dà ancora pace per quello che al di fuori di ogni sospetto succedeva nella casa famiglia Nino Aurelia di Monteveglio dove era ricoverato il padre Vincenzo Fornasini, affetto di demenza senile e poi deceduto (all'età di 82 anni) all'Ospedale di Bazzano. 

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Se la sente di raccontarci come ha trovato la casa famiglia Nino Aurelia e quali sono state le sue impressioni sulla struttura, sul personale e sullo stato di salute degli ospiti?

"Nel momento in cui mi sono reso conto che la malattia di mio padre era ingestibile a casa ho cercato una soluzione facendo delle indagini online e finendo sul sito della struttura di Monteveglio: piccola e accogliente, in mezzo al verde, a un'ora da casa mia e gestita da persone che sembravano gentili e competenti. Mai avrei immaginato quale fosse la realtà. Insomma, alla fine ho fatto la mia scelta". 

Come è stato il primo impatto? Quando i primi sospetti?

"Il giorno in cui ho portato alla casa famiglia mio papà l'impatto è stato positivo e gli hanno persino preparato le tagliatelle per pranzo, lasciandomi con una sensazione di sicurezza che mi ha fatto stare tranquillo, come se lo avessi lasciato davvero in buone mani. Andavo a trovarlo una o più volte a settimana (quando potevo), solitamente di sabato o di domenica e per il primo mese nessun campanello d'allarme. Poi le prime frasi strane tipo 'mi picchiano', 'mi trattano male' (qui le intercettazioni shock) che sono state smentite dagli altri nonni, evidentemente soggiogati e invitati con chissà quali mezzi a mentire davanti ai parenti, e naturalmente anche dalla persona che gestiva la struttura, la quale sempre e insospettabilmente gentile, mi aveva detto che è frequente che gli anziani con quelle patologie inventassero storie". 

Quando suo padre ha cominciato a non stare bene?

"Un giorno l'ho trovato con un braccio fasciato e legato al collo con un foulard da donna. Ho chiesto cosa fosse successo e la risposta è stata che era caduto mentre veniva spostato dal letto alla sedia a rotelle o viceversa. Poi, una mattina, è arrivata la telefonata con la quale mi hanno avvertito che non respirava dalla notte precedente. Non capivo perchè non avessero ancora chiamato il 118 e mi sono precipitato là; poi ho avvertito i soccorsi ed è stato trasportato subito all'ospedale di Bazzano. Il primario del Pronto Soccorso si è accorto di alcuni segni sulle braccia. Lo avevano legato. Aveva dei lividi ai polsi e alle caviglie che parlavano chiaro. Ecco così è cominciato tutto e così si è aperta l'indagine". 

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Ma suo padre non è riuscito a raccontare nulla...

"No. Era talmente debilitato che non ha mai ripreso conoscenza e non ha potuto raccontare tutto quello che succedeva là dentro. Alla fine non ce l'ha fatto ed è morto così. I medici le hanno provate tutte, ma non c'è stato nulla da fare e adesso io convivo con sensi di colpa, rabbia e senso di impotenza". 

Però grazie alla sua denuncia adesso anche gli altri 8 nonni ospiti della casa smetteranno di subire maltrattamenti...

"Unica consolazione, quella di dare la possibilità agli altri figli e nipoti di tirarli fuori da quella situazione. Non conosco altri parenti, solo una di loro oggi mi ha contattato e ci sentiremo per condividere questa terribile esperienza". 

Che direbbe agli altri perenti?

"Denunciate. Nessuno di noi poteva immaginare una cosa del genere". 

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