Venerdì, 23 Luglio 2021
Cronaca

Anziani in Rsa, lo sfogo dei parenti: "Da 16 mesi visite difficili, è disumano"

Dopo il blocco delle visite seguito al picco dei contagi nella prima ondata, le modalità di accesso alle visite sono sempre state stringenti, in salita e giuicate insufficienti: Una decina di associazioni del nord italia hanno protestato a Bologna

"Da 16 mesi non vediamo i nostri cari. Questa è disumanità". Lo dice chiaro e tondo Maria Caterina Dell'Aera del Coordinamento per il diritto alla sanità per le persone anziane malate e non autosufficienti, che ha organizzato la protesta di oggi che riunisce una decina di realtà da tutto il nord Italia.

Non solo di Bologna, ma anche Parma, Firenze, Viareggio, Padova, Verona, Milano, Torino, Brescia, Lecco e anche dal Trentino. Tutti denunciano la stessa situazione: dall'inizio della pandemia, i familiari non possono più accedere alle strutture e gli anziani dentro le Rsa "sono abbandonati". Le Regioni intanto "rimpallano le responsabilità" e il Governo "parla ma non fa niente".

In sostanza, continua dell'Aera, "i nostri anziani sono stati affidati per un anno solo alle strutture. E in tutta Italia ci sono gli stessi problemi: li abbiamo trovati soli, abbandonati, tristi e disidratati. Mia madre è dimagrita sei chili ed è peggiorata dal punto di vista cognitivo. È vergognoso, siamo davvero arrabbiati. Se questo è il futuro che ci attende, continueremo a lottare".

"Visite ancora troppo difficili, così perdiamo di vista in nostri cari"

Anche con l'avanzare della campagna vaccinale, la situazione nelle Rsa non è migliorata. "Le visite sono al massimo di 20 minuti, una volta alla settimana -spiega Dell'Aera- non è più possibile per noi andare tutti i giorni, non ci fanno più entrare. L'altro giorno un'assistente mi ha rimproverata perché ho asciugato il naso a mia madre. Parlano tanto, ma nessuno si prende davvero cura degli anziani".

Per questo, spiegano gli attivisti del Coordinamento, "chiediamo al Governo prima di tutto di partecipare alle riunioni della commissione Paglia per la riforma del sistema delle Rsa. E poi vogliamo entrare come comitati di familiari nelle Rsa, due o tre persone in rappresentanza: dobbiamo essere ascoltati e vogliamo avere sicurezze".

La signora Maria Caterina, che è di Bologna, punta il dito anche contro la Regione Emilia-Romagna. "Ha fatto un tavolo per incontrare i comitati delle vittime e si sono visti due o tre volte: tante promesse, ma non ha fatto nulla- attacca la rappresentante del Coordinamento- la Regione gestisce il Fondo per la non autosufficienza, è ora che si svegli e che spenda quelle risorse per dare servizi più qualificati. Noi continueremo a fare pressione, le Rsa non sono depositi per gli anziani", afferma Dell'Aera.

(Fonte: Dire)
 

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