AppImmuni: papà al lavoro e mamma con il bimbo. Rizzo Nervo: "Tonnellate di stereotipi"

Per il deputato dem Rizzo Nervo: "Già che ci siamo, liberiamoci anche delle tonnellate di stereotipi". "Reiterazione bieca di stereotipi di genere nella comunicazione istituzionale del nostro Paese" per Vincenzo Branà del Cassero

E' stata appena "rilasciata", come si dice tecnicamente, ed è gia polemica. Il claim della "AppImuni" "Rallentiamo insieme l'epidemia" propone un papà a lavoro di notte, impegnato al computer, e la mamma che addormenta un bimbo: "Peraltro con la luce accesa, facendola passare per cretina", è la considerazione dell'ex assessore comunale e ora deputato PD Luca Rizzo Nervo.

"Già che ci siamo, liberiamoci anche delle tonnellate di stereotipi ancora lì incrostati. Ancora una volta passa l'immagine della donna che esprime sé stessa, la sua identità, solo nel lavoro di cura dei figli, o dei nonni, o dei mariti stanchi, opposta a quella dell'uomo iperproduttivo sempre al lavoro per portare a casa il pane - scrive il dem in una nota - aia chiaro: nulla di male in sé ad addormentare un figlio l'uno e a lavorare l'altra, ma guarda caso non c'è mai una volta che vi sia un'inversione dei fattori, un'orgogliosa espressione iconoclasta dei luoghi comuni in cui, che ne so, la mamma magari è una biologa ancora in laboratorio ad isolare il Coronavirus e c'è un papà alle prese con i fornelli, il cambio del pannolino o l'addormentamento del figlio urlante", insomma "neanche nella grafica dello strumento innovativo del Ministero dell'Innovazione riusciamo ad essere un po' innovativi sui luoghi comuni, su una fotografia aggiornata della realtà, sulla necessità di rompere dei tabù culturali rappresentando famiglie diverse che, vivaddio, oggi esistono (pur senza nasconderci che purtroppo in tante famiglie questa iniqua divisione dei ruoli è ancora una realtà da combattere). Ministra Pisano, l'innovazione non è tanto e solo un'app di contact tracing ma un'evoluzione della società che passa anche dalle sue rappresentazioni: cambi quell'immagine, si dimostri se non innovativa, almeno aggiornata" e conclude con un post scriptum: "Ieri il Presidente della Repubblica Mattarella ha nominato "Cavaliere del Lavoro" le biologhe che hanno isolato il Coronavirus, e a cui teniamo così tanto che non è stato previsto per loro - biologi - il bonus babysitter nei termini previsti per gli altri sanitari. Un mio emendamento su questo è in arrivo nel DL Rilancio". 

"La reiterazione bieca di stereotipi di genere nella comunicazione istituzionale del nostro Paese è talmente desolante da indurci ad aggiungere alla classica frase 'sono stati fatti tanti passi avanti', la chiosa 'ma non sono serviti a niente'. Ma davvero: stiamo messi ancora così?", fa notare Vincenzo Branà del Cassero di Bologna. 

"La donna col bambino in braccio e l’uomo al lavoro. Un'app che dovrebbe tracciare il contagio, inquinata in partenza da insopportabili e anacronistici stereotipi. Su, forza, cambiamo quell’immagine e quella mentalità", twitta l'ex presidente della Camera Laura Boldrini. 

“Stereotipi offensivi ma, soprattutto, significativi di una concezione irreale e antieconomica delle donne italiane, che di sicuro crescono figli e piante ma sono anche lavoratrici o avrebbero diritto di esserlo. Noi badiamo all’essenziale, e sappiamo che gli stereotipi si combattono con provvedimenti concreti. Ecco perché abbiamo preparato un emendamento al dl rilancio, prima firma Carfagna, per una tassazione differenziata dei redditi di lavoro dipendente e autonomo tra donne e uomini”. Così Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, in una nota.

Scorrendo le grafiche sul sito web dell'applicazione però se ne scorge una con una situazione inversa: mamma al pc, di giorno, e papà con il bimbo da cullare, ma con la luce spenta. Che sia cambiata dopo le polemiche?

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AppImmuni, come funziona

Si propone di avvertire gli utenti potenzialmente contagiati il prima possibile, anche quando sono asintomatici. Gli utenti vengono avvertiti dall’app di un possibile contagio, così possomp contattare il proprio medico di medicina generale e ridurre così il rischio.
A chi si è trovato a stretto contatto con un utente risultato positivo al virus del COVID-19, l’app invia una notifica che lo avverte del potenziale rischio di essere stato contagiato. "Grazie all’uso della tecnologia Bluetooth Low Energy, questo avviene senza raccogliere dati sull’identità o la posizione dell’utente", fanno sapere gli inventori "è stata progettata e sviluppata ponendo grande attenzione alla tutela della privacy. I dati, raccolti e gestiti dal Ministero della Salute e da soggetti pubblici, sono salvati su server che si trovano in Italia. I dati e le connessioni dell'app con il server sono protetti". 

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