Maxi-appalto annullato e inchiesta per sospetto conflitto di interessi, il Sant'Orsola: "Spostato di ruolo il dirigente"

Il caso era emerso dopo una sentenza del Consiglio di stato, che aveva accolto l'appello -dopo il ricorso respinto al Tar- di una impresa concorrente. Al centro del presunto conflitto di interessi tra il vincitore della gara e il dirigente ospedaliero, la loro parentela

"La direzione, riconoscendo il valore professionale del dott. Storchi e augurandosi che presto venga chiarita la sua posizione in ambito penale, accoglie la sua disponibilità nominando di comune accordo un facente funzioni alla direzione dei Servizi di supporto alla persona e ridefinendo il ruolo del dott. Storchi su altre attività e progetti".

E' il nuovo aggiornamento sul caso dell'appalto da 123 milioni di euro bandito dall'azienda ospedaliera Sant'Orsola, annullato dopo una sentenza del Consiglio di stato e anche oggetto di un fascicolo giudiziario della Procura della repubblica. Oggetto della contestazione, il grado di parentela dell'allora direttore del settore di cui si occupava l'appalto, Marco Storchi, cognato del presidente dell'azienda (Coopservice) che aveva vinto il bando, Roberto Olivi.

Bando annullato e inchiesta: la vicenda

La vicenda, fa riferimento a una gara di appalto per l'affidamento dei servizi integrati logistici all'interno del Policlinico. La gara, bandita nel 2017, fu assegnata nel 2019. L'assegnazione era avvenuta dopo che un ricorso al Tar -presentato dalla società Rekeep che pure si era candidata ma era arrivata terza- aveva dato sostanzialmente 'ragione' al Sant'Orsola.

La sentenza del Tar è stata però ribaltata nell'appello amministrativo, con il Consiglio di stato che invece ha ravvisato un potenziale rischio di conflitto di interessi, annullando la gara. Poi è subentrata la notizia dell'indagine della procura, a cura del pm Augusto Borghini, che vede come indagati i due dirigenti con le accuse di abuso di ufficio e falso.

Bando annullato, il Sant'Orsola: "Prima preoccupazione la qualità dei servizi"

Da parte sua il Sant'Orsola spiega che "il 24 agosto Coopservice ha intimato all’Azienda ospedaliero universitaria di Bologna di non rendere operativo il subentro della concorrente prima della conclusione delle azioni legali che sta intraprendendo. L’Azienda aveva affidato l’appalto in virtù di una sentenza favorevole del Tar e di una ordinanza del Consiglio di stato stesso, del 31 gennaio 2020, che da un primo esame non aveva ritenuto accoglibile la richiesta di RTI Rekeep".

Ora però serve trovare una via di uscita per "garantire la qualità dei servizi" e per questo il Policlinico "preso atto della sentenza del Consiglio di Stato" sta approfondendone "i contenuti e valutando le modalità di applicazione, tenuto conto che la prima preoccupazione è sempre quella di garantire la qualità dei servizi, fondamentali per lo svolgimento della vita quotidiana dell’Ospedale, che hanno una ricaduta concreta sul lavoro degli operatori e sulle prestazioni offerte ai cittadini".

Bando annullato: "Il dirigente non ha partecipato alla commissione di gara"

E precisa: "Qualunque azione dovrà necessariamente tenere in massima considerazione gli effetti della non prevedibile emergenza Covid e la prosecuzione degli standard qualitativi richiesti in un appalto per molti aspetti innovativo. L’emergenza Covid ha comportato e comporterà profondi cambiamenti nell’organizzazione ed erogazione dei servizi e nella gestione dell’Ospedale non immaginabili prima, pertanto sarà necessario valutare, come peraltro precisato dallo stesso Consiglio di Stato, il contesto e le modalità del subentro. In riferimento a ciò non si può escludere la necessità del ricorso di ottemperanza al Consiglio di Stato (ai sensi dell’art. 112 co. 5 del codice processo amministrativo)".

Nel merito del presunto conflitto di interessi che riguarderebbe Storchi, il Sant'Orsola precisa che l'ormai ex direttore "pur essendo uno dei numerosi componenti del team di progetto che ha redatto il capitolato di gara al pari di altri professionisti, non ha partecipato in alcun modo alla commissione di gara che ha valutato le offerte, né ad attività di consulenza o supporto ad essa"

Considerato che il conflitto di interessi "che era stato escluso dai giudici di primo grado ora viene ritenuto dai giudici dell’appello un rischio potenziale, l’Azienda rimane in attesa degli accertamenti in corso in sede penale e ha inviato nel frattempo una segnalazione dei fatti alla commissione di disciplina".

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