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Covid, l'appello di medici e ricercatori: maggiori restrizioni ma "non chiudete le scuole"

Anche il direttore della terapia intensiva pediatrica del Sant'Orsola firma il nuovo appello di scienziati e specialisti: "Le conseguenze della chiusura della scuola sulla salute psicofisica di bambini e adolescenti sarebbero devastanti"

Interruzione degli spostamenti anche tra regioni 'gialle', obbligo (e non solo la raccomandazione) al lavoro agile per amministrazioni pubbliche e attività private, divieto di incontri in abitazioni private tra non conviventi, potenziamento delle capacità di Test e Tracciamento, con particolare attenzione alle Regioni in maggiore difficoltà. Lo chiedono un gran numero di medici che però sottolineano nuovamente l'importanza di mantenere aperte le scuole: "La risposta alla crescita dei contagi non può essere la chiusura delle scuole, che - come tutti i dati regionali confermano - non rappresentano significativi hotspot dei contagi", ha affermato Stefano Zona, specialista in Malattie Infettive, Ausl Modena. 

"In uno studio nazionale effettuato durante il primo lockdown su 2.064 adolescenti di età compresa tra 11 e 19 anni abbiamo dimostrato che il 58,5% dichiarava una sensazione di tristezza che si associava a crisi di pianto (nel 31% dei casi) e ad agitazione (nel 48%) come conseguenza della chiusura delle scuole, con il 52,4% dei ragazzi che riferivano disturbi alimentari e il 44,3% che presentavano disturbi del sonno. Inoltre, la chiusura della scuola in presenza determinerebbe un ulteriore aggravamento delle diseguaglianze, con un impatto sociale drammatico soprattutto per le famiglie con persone con disabilità e gravi malattie croniche", ha sottolineato la pediatra e infettivologa Susanna Esposito, Direttore Clinica Pediatrica, Università di Parma.

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"Le conseguenze della chiusura della scuola sulla salute psicofisica di bambini e adolescenti sarebbero devastanti- afferma Antonella Viola, immunologa e docente all'università di Padova - Le misure messe in atto per combattere COVID-19 devono tener conto del loro effetto sulla salute globale, specialmente di quella delle generazioni future". "La politica deve agire con scelte rapide e razionali. In Italia nel 2019 1.137.000 bambini (l'11,4% del totale) vivevano in condizioni di povertà assoluta. Si stima che in conseguenza della pandemia questo dato sia cresciuto di un milione di bambini. La chiusura delle scuole avrebbe conseguenze psicologiche, educative e sociali drammatiche, oltre che economiche", conclude Zona.

"Scongiurare un lockdown nazionale con lockdown intermittenti e micro-lockdown nelle province e nei Comuni più a rischio, senza sacrificare l'istruzione di bambini e ragazzi". Dopo la lettera inviata il 2 novembre al governo e ai membri del Comitato Tecnico Scientifico da 16 tra i più importanti medici e ricercatori italiani - tra i quali Susanna Esposito, Antonella Viola e Stefano Zona - gli autori intervengono nuovamente "in vista delle nuove misure in discussione da parte del governo che potrebbero includere nuove regioni tra le aree rosse".

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Gli scienziati, si legge nella nota, "domandano l'applicazione di chiusure non solo su scala regionale, concentrandosi su Comuni e Province dove i dati sui contagi indicano una situazione epidemiologica in forte crescita e un carico sulle strutture ospedaliere non sostenibile. Secondo gli autori dell'appello, l'immediata attuazione di micro-lockdown estesi anche alle situazioni piu' critiche nelle aree gialle e arancioni, sull'esempio delle misure intraprese a Codogno, Vo' e Medicina nello scorso mese di marzo, e di una strategia di medio-lungo periodo con lockdown pulsati di durata intermittente di 1-2 settimane fino alla primavera, porterebbe a una riduzione dei contagi".

L'elenco dei firmatari

Susanna Esposito, Direttore Clinica Pediatrica, Università di Parma; Stefano Zona, specialista in Malattie Infettive, Ausl Modena; Antonella Viola, Immunologa, Università di Padova; Giacomo Biasucci, Direttore Dipartimento Materno-Infantile, Ospedale Guglielmo da Saliceto, Piacenza; Fabio Caramelli, Direttore Uoc Terapia Intensiva Pediatrica, Irccs Policlinico Sant'Orsola, Bologna; Elio Castagnola, Direttore Uoc Malattie Infettive, Irccs Ospedale G. Gaslini, Genova; Carla Colombo, Direttore Centro Fibrosi Cistica, Università degli Studi di Milano; Franca Fagioli, Direttore Dipartimento Patologia e Cura del Bambino Regina Margherita, Università di Torino; Giovanni Guaraldi, Professore Associato di Malattie Infettive Università di Modena e Reggio Emilia; Anna Maria Magistà, Direttore Pediatria di Comunità Ravenna Lugo Faenza; Federico Marchetti, Direttore Dipartimento Materno-Infantile Ravenna; Nicola Principi, professore emerito di pediatria, Università degli Studi di Milano; Antonella Squarcia, Direttore Uoc Neuropsichiatria infantile Ausl, Parma; Agnese Suppiej, Direttore Clinica Pediatrica, Università di Ferrara; Gianluca Vergine, Direttore Uoc Pediatria, Ospedale di Rimini; Giorgio Tamburlini, pediatra, Centro per la Salute del Bambino onlus.

(dire)

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