Aree dismesse, ecco la mappa: primo passo verso i progetti di rigenerazione|VIDEO

Tramite la piattaforma è possibile segnalare aree o edifici dismessi, pubblici o privati, descrivendo le informazioni utili ad eventuali interventi di rigenerazione

Un censimento delle aree dismesse, o meglio una mappa di quelle presenti sul territorio bolognese: è  l'iniziativa della Città metropolitana, che ha presentato "MappaBol" durante un incontro che si è svolto oggi.

Si tratta di una "piattaforma interattiva dedicata alla mappatura dell'offerta e della domanda di spazi dismessi da rigenerare nei comuni del territorio metropolitano - quindi - un vero e proprio censimento sempre aggiornato - spiega la Città metropolitana in una nota - delle principali strutture, pubbliche e private, dismesse o sottoutilizzate, che agevola i Comuni e le Unioni nella definizione di Programmi metropolitani di rigenerazione, previsti dal Ptm, per l'utilizzo delle risorse del Fondo perequativo metropolitano".

Tramite la piattaforma è possibile segnalare aree o edifici dismessi, pubblici o privati, descrivendo le informazioni utili ad eventuali interventi di rigenerazione. Inoltre, si possono integrare le schede già esistenti con i dati mancanti e valutare le caratteristiche degli immobili censiti, esprimendo un possibile interesse per futuri riusi.

Il lavoro di censimento è iniziato dall'Appennino e poi verrà esteso a tutto il territorio bolognese, spiega il direttore dell'Area Pianificazione territoriale della Città metropolitana, Alessandro Delpiano. Intanto, al centro dell'incontro di oggi ci sono stati i progetti di rigenerazione: "Da quelli già finanziati dal Bando periferie, che ha visto per la prima volta 31 Comuni uniti per fare rigenerazione con tempi di progettazione e realizzazione davvero insoliti (15 i progetti terminati in soli quattro anni)- scrive Palazzo Malvezzi- alle proposte candidate al Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare (Pinqua)".

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La partecipazione al Pinqua "è per la Città metropolitana- continua la nota- una concreta occasione di sperimentazione sui programmi di rigenerazione, tre proposte legate da una strategia complessiva, 27 gli interventi previsti per un importo complessivo di 45 milioni di euro". La sperimentazione del Ptm sul tema della rigenerazione urbana "è già iniziata. Stiamo infatti lavorando alle linee guida sulle rigenerazione urbana di supporto ai Comuni e alle Unioni per la predisposizione dei Pug e dei Programmi metropolitani di rigenerazione. Attendiamo fiduciosi il 20 luglio e la pubblicazione dell'esito della selezione dei progetti presentati al Pinqua", dichiara il consigliere metropolitano Marco Monesi. "Le azioni concrete raccontate oggi- sottolinea il sindaco metropolitano Virginio Merola- dimostrano la capacità di creare sinergie tra Comuni, Unioni e Città metropolitana, tra pubblico e privato, con obiettivi comuni e regole omogenee per la gestione del territorio. Si fa spazio un nuovo modo di interpretare l'urbanistica che non mette più al centro la crescita quantitativa delle città ma la qualificazione degli spazi pubblici e privati con un'attenzione rinnovata alla qualità della vita e al benessere dei cittadini". La direzione adottata dalle istituzioni metropolitane "è corretta: c'è bisogno di iniziative efficaci di rigenerazione urbana che riducano il consumo di suolo", commenta il presidente di Confcooperative Bologna, Daniele Ravaglia, sottolineando che "sono tante le cooperative associate che hanno dimostrato di saper dare nuova vita e nuovo valore a parti della città". Per raggiungere gli obiettivi indicati dalle istituzioni, quindi, "bisogna imparare da queste esperienze e valorizzare progetti che non mirino al solo profitto", è l'appello di Ravaglia.

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