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La Peugeot rubata utilizzata dalla banda

La Peugeot rubata utilizzata dalla banda

Smantellata banda di criminali dopo lunghe indagini: la loro base era Bologna

Agivano in Veneto, in Lombardia e in Romagna, ma poi tornavano sempre nel capoluogo emiliano: è in via Bonvicini che i tre sono stati ammanettati dalla Polizia. Uno di loro aveva anche un mandato di Arresto Europeo

Sono stati arrestati all'alba di ieri a Bologna tre uomini pluripregiudicati, componenti di una banda che da mesi ha messo a segno furti in giro per l'Emilia, la Romagna e il Veneto: si tratta di V.A., di 32 anni; L.A., 32 anni e J.E. 29enne, ammanettati con l'accusa di  furto aggravato in concorso e ricettazione. Sono stati i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Sacile e della Stazione di Fontanafredda, con l’ausilio dei militari della Compagnia di Ravenna e del Nucleo Radiomobile di Bologna a mettere la parola "fine" ai ripetuti assalti della banda criminale. 

L’origine delle indagini risale al 23 novembre 2016, in Veneto. Nel cuore della notte due anziani coniugi di Porcia (Pordenone), abitanti di fronte all’agraria di famiglia condotta dalle loro figlie, viene svegliata dal sistema d’allarme e da successivi colpi. Affacciatisi all’esterno vedono alcuni malfattori che rubano vario materiale dall’azienda. L’anziano urla in direzione dei malviventi, ma viene affrontato ed aggredito dalla polvere spruzzata con l’estintore da uno di loro e intanto l’azione delittuosa viene po i portata a termine seguita dalla fuga.

UNA BANDA DI ALMENO 4 PERSONE. L’attività investigativa accerta che il gruppo è composto da almeno quattro persone che impiegando un furgone bianco hanno assaltato l’Agraria asportando motoseghe, decespugliatori ed altro materiale per un danno complessivo di circa 35.000 euro. I malfattori avevano sottratto targa anteriore e posteriore da un altro furgone a Reggio Emilia, nei pressi di un’azienda dove rubarono anche motoseghe e decespugliatori per 12 mila euro. L’analisi di vari sistemi di videosorveglianza ha permesso di accertare che il furgone viaggia congiuntamente ad altra autovettura rubata a novembre in provincia di Parma.

LA BASE DELLA BANDA ERA A BOLOGNA. Ulteriori verifiche hanno confermato che la base operativa della banda era proprio Bologna e che il furgone utilizzato per il colpo nel pordenonese era stato rubato a ottobre a Gorgo al Monticano (TV) da un'azienda alla quale hanno sottratto anche attrezzatura da giardinaggio ed edilizia per 60mila euro.

FONDAMENTALE IL RITROVAMENTO DI UN'AUTO. Inizialmente l’area maggiormente battuta è proprio quella a ridosso tra le province di Treviso e Pordenone, ma i malviventi hanno base logistica nel bolognese e qui fanno sempre rientro rendendo ardue ed onerose le investigazioni. Una prima svolta avviene a dicembre 2016 con il rinvenimento in via Bonvicini di Bologna di una Peugeot 3008 di colore bianco rubata il 14 dicembre 2016 a Cadelbosco di Reggio Emilia durante ennesimo furto in abitazione.

Numerosissimi servizi di osservazione, controlli, verifiche e pedinamenti del mezzo ora “monitorato” hanno consentito la completa identificazione degli appartenenti al gruppo criminale e l’acquisizione di elementi di responsabilità a loro carico per numerosi altri furti perpetrati nel mese di dicembre 2016 in danno di esercizi e capannoni commerciali, autovetture ed abitazioni in provincia di Ravenna e Bologna prevalentemente in aperta campagna.

Anche in provincia di Padova si registrano furti in aziende ed abitazioni in particolare su autovettura da cui viene rubato un giubbotto dell'Aeronautica Militare rinvenuto ieri addosso a uno dei tre.  A gennaio 2017 i malviventi hanno toccato anche Gonzaga, dove tra gli altri si registra il furto da un'autovettura di un giubbino Colmar, anche questo trovato addosso a uno degli arresttai.  

Le indagini dei carabinieri di Sacile proseguono alacremente per circa tre mesi, fino a ieri notte, quando l'obiettivo designato è il "Bar Claudia" della frazione Sant’Antonio di Ravenna: i malviventi rubano un furgone cassonato Mercedes, sradicano l’inferriata della finestra posta sul lato dell’edificio, portano all’esterno tre slot.machine e un cambia monete che caricano sul veicolo.

L’intervento congiunto dei carabinieri di Sacile e di Ravenna interrompe l’azione criminale ma i malviventi abbandonano furgone e refurtiva (alcune migliaia di euro il contenuto di cambia monete e slot machine ) dileguandosi  nei campi.  La fuga prosegue a bordo della Peugeot 3008, ma alle 06.15 successive in via Bonvicini a Bologna i Carabinieri friulani con i colleghi del locale Nucleo Radiomobile bloccano ed arrestano i tre moldavi che trovano sbarrata ogni possibile via di fuga.

TANTE IDENTITA', MA LE IMPRONTE NON MENTONO. L.A. sotto altro nome, ma le sue impronte digitali non mentono, risulta anche destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nel febbraio del 2016 dalla Corte di Appello di Bologna: dovrà essere consegnato alle autorità austriache sulla base di Mandato di Arresto Europeo per reati contro il patrimonio commessi in quello stato. I tre sono reclusi ora nel carcere di Bologna.

Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti arnesi da scasso ed indumenti idonei al travisamento, oltre a capi di abbigliamento e generi alimentari riconducibili a furti in esercizi commerciali ed abitazioni sempre loro attribuibili. Nella disponibilità degli investigatori sacilesi, coordinati dal sostituto Procuratore di Pordenone d.ssa Maria Grazia Zaina, vi sono ora preziosi ulteriori elementi per ricostruire inconfutabili responsabilità del gruppo criminale in reati predatori commessi in varie province del Nord Italia ed individuare almeno un quarto componente tuttora attivamente ricercato.
 

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