Cronaca Porto / Via dello Scalo

Donna accoltellata in via dello Scalo: preso il colpevole con l’accusa di tentato omicidio

In manette l'uomo, già sospettato, che ha accoltellato una 43enne, ricoverata in gravi condizioni alla chirurgia del Maggiore, non in pericolo di vita. Si era fatto fotografare dalla vittima

Si tratta di un 40enne, senza fissa dimora, di nazionalità marocchina, l’uomo che venerdì 30 novembre ha accoltellato una connazionale di 43 anni.
Alla base della lite, l’ennesima richiesta di denaro da parte dell’uomo, rifiutato, visto che veniva usato per comprare alcolici. Accoltellata all'addome in un appartamento in via dello Scalo, con un coltello da cucina, la donna, S.F., era stata ricoverata alla chirurgia dell'ospedale Maggiore in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita. Già dalle prime indagini i Carabinieri intervenuti sul posto sospettavano dell’arrestato che la 43enne conosceva da tempo.

L'INTERVENTO DEI MILITARI. Alle 13.15 circa del 30 novembre scorso, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Bologna e della Stazione Bologna Porta Lame sono intervenuti in seguito all’allarme dato ai sanitari del 118 dal compagno della donna, un tunisino 27enne. La vittima, colpita all’addome con un coltello da cucina, era stata trasportata al Maggiore in codice tre ed era riuscita a dare la versione dei fatti agli investigatori.

LA RICOSTRUZIONE. S. F. aveva avuto una discussione con un suo connazionale, tale Rebbouh Mohamed, un marocchino 40enne irregolare, che veniva occasionalmente ospitato nella sua casa. La lite era poi scaturita dalla richiesta per ottenere denaro che gli sarebbe servito per l’acquisto di alcolici, di cui sarebbe un assuntore abituale. Al rifiuto Rebbouh aveva afferrato un coltello da cucina con una lama di circa 10 centimetri e le aveva sferrato un fendente che l’aveva raggiunta in una parte non vitale. Il coltello, per la violenza del colpo, si era addirittura spezzato tra lama e manico. Il compagno della donna, che al momento dormiva, era stato svegliato dal trambusto, in tempo a vedere la donna riversa a terra ferita, e il marocchino fuggire a piedi. La versione veniva confermata anche da una vicina che aveva sentito le urla e poi un individuo, che conosceva come il connazionale ospite della donna marocchina, fuggire lungo le scale.

LE INDAGINI E LA CATTURA. Acquisita una foto recente dell’aggressore dai cellulari della vittima e del convivente, i Carabinieri hanno messo in atto un dispositivo per rintracciarlo, compito reso arduo dalle abitudini di Rebbouh, senza dimora fissa né un’occupazione e girovagava alla ricerca soprattutto di alcolici.
Ieri pomeriggio, intorno alle 17.00, nei giardini pubblici di via Graziano (alle spalle del Paladozza), un carabiniere di Quartiere della Stazione Porta Lame ha notato un individuo che corrispondeva alle caratteristiche fisiche dell’aggressore e ha chiesto l'ausilio della pattuglia automontata. Il sospettato alla vista del carabiniere, ha cercato di allontanarsi a piedi per sottrarsi ad un eventuale controllo. Ma il militare non lo ha perso di vista e, all’arrivo della pattuglia che si trovava nei paraggi, sono riusciti a bloccarlo davanti ad un supermercato ove stava entrando nel tentativo di confondersi tra i clienti.
 

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