Cronaca

Muore per overdose: in manette 5 trafficanti. Sequestrati coca e denaro

Arrestati dalla Squadra Mobile della Questura di Bologna 5 uomini di origine marocchina rei di aver venduto la dose fatale di cocaina a un giovane deceduto lo scorso 12 luglio

L’operazione antidroga messa a punto dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Bologna, ha disarticolato un pericoloso sodalizio criminoso di etnia marocchina dedito al traffico di cocaina sulla piazza bolognese. L’attività investigativa ha preso le mosse dalla morte per overdose di un giovane marocchino verificatasi lo scorso 12 luglio in un appartamento nel centro.

LE INDAGINI. Dall’ indagine è emerso il coinvolgimento nel decesso di alcuni componenti del gruppo e l’operazione ha portato all’ arresto di cinque marocchini e al sequestro di diversi etti di cocaina e di circa 50.000 euro in contanti. Maggiori dettagli saranno resi noti durante la conferenza stampa che si terrà  questa mattina in Questura.

GLI ARRESTATI. In manette sono finiti in quattro uomini e una donna: i fratelli Abdellah e Said Wadih, 30 e 34 anni, Alì Kaihdoumi, 30, Mbarki El Houssaine, 35, e la ventitreenne Hind Mounir, tutti irregolari e con precedenti. Sono accusati di concorso in detenzione a fini di spaccio di circa 400 grammi di cocaina, ma ai primi tre viene contestato anche il reato di 'morte come conseguenza di altro reato'. Dopo il decesso del loro connazionale, gli investigatori della squadra Mobile hanno avviato le indagini con appostamenti e intercettazioni telefoniche, riuscendo a risalire a chi aveva fornito la cocaina al trentacinquenne.

LE ACCUSE. Non sono accusati solo di spaccio di droga, ma anche di avere provocato la morte di un loro cliente, stroncato da un'overdose dopo avere “basato”, cioé fumato cocaina pura. E' questa l'ipotesi della polizia di Bologna nei confronti di tre dei cinque pusher marocchini arrestati al termine di un'indagine-lampo, cominciata dopo il decesso di Z.K., marocchino di 35 anni, regolare, ucciso da un arresto cardiorespiratorio il 12 luglio nel suo appartamento di via Broccaindosso dopo una serata passata a consumare droga.

L’ORGANIZZA. Hanno così smascherato un lucroso giro di spaccio: l'organizzazione era articolata su più livelli, dal reperimento della droga allo spaccio in strada, potendo contare su almeno tre appartamenti (in via Musolesi, via Regnoli, via Bastia) utilizzati come nascondigli per lo stupefacente e il denaro. In varie perquisizioni sono stati sequestrati circa 400 grammi di 'coca' e quasi 50.000 euro in contanti. Gli investigatori sono ancora in attesa degli esiti degli esami tossicologici sulla vittima dell'overdose, ma dai primi riscontri non si sarebbe trattato di droga tagliata male o troppo pura. A provocare l'arresto cardiorespiratorio potrebbe essere stato il modo in cui il tossicodipendente aveva assunto la cocaina: in gergo 'basandosi', cioé aspirandone il fumo attraverso un particolare procedimento. Una pratica ritenuta pericolosa, perché il principio attivo dell'intera dose viene assunto molto in fretta, con conseguenze anche fatali.




 

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