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Concorsi pilotati, gli studenti Unibo: 'Siamo indignati, ma anche un po' rassegnati'

In diversi manifestano poco stupore di fronte alla notizia dell'arresto del docente di diritto tributario, in merito a presunte clientele e scambi di favori attorno all'assegnazione di una cattedra

Indignati, ma non sorpresi. E' con un misto di fastidio e rassegnazione che alcuni studenti e studentesse -intervistati in zona universitaria- commentano la notizia degli arresti per presunte clientele e scambi di favori attorno a una cattedra per diritto tributario, inchiesta partita da Firenze e culminata con una maxi operazione della Guardia di Finanza.

Nella rete degli investigatori è finito anche Adriano Di Pietro, docente 72enne in pensione ma con contratto a titolo gratuito come docente di Diritto Tributario presso l'Alma Mater e direttore della Scuola Europea di Alti Studi Tributari, da ieri agli arresti domiciliari.

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"Non mi stupisce, anzi in università mi stupirebbe sentire notizie di tenore contrario" si sfoga una studentessa proprio sotto il porticato di via Zamboni, mentre un altro studente in attesa nel chiostro interno della Facoltà si mostra più disinteressato: "Mi preoccupa solo che tarderemo nell'inizio delle lezioni e non sapremo chi ci porterà all'esame".

"Appena l'ho sentito sono corsa a vedere se i prof coinvolti erano i miei" esclama un'altra ragazza, seduta ai tavolini de La Gazzetta, mentre un giovane aspirante dottore commenta: "Sembra una barzelletta, un docente di tributario arrestato dalla Guardia di Finanza -dice accennando a un sorriso- dopodiché il fatto se è vero è deplorevole, oltre che ridicolo".

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