Discoteca 'apartheid'? Il titolare di Artèria: "Ma che razzismo, la mia è anche una famiglia mista"

Nell'accogliente e multietnica Bologna una discoteca nega l'accesso a un ragazzo "perchè di colore". Il titolare del locale chiarisce: "Un accanimento mediatico, solidarietà da chi ci conosce"

Il caso è esploso lo scorso week-end ed è finito subito sulla cronaca nazionale, oltre che in consiglio comunale: una discoteca di Bologna, l'Artèria di vicolo Broglio, avrebbe lasciato fuori un ragazzo perchè di colore scatenando un putiferio e un titolo di stampa contenente la parola apartheid: "Un accanimento mediatico ingiustificato. E pensare che la mia è persino una famiglia mista, ho una moglie giamaicana e dei bambini 'colorati' - spiega Domenico "Mimmo" Migliaccio, il titolare dell'attività - e che nel mio locale non c'è mai stata discriminazione di alcun tipo: c'è integrazione e organizziamo da sempre feste a base di musica black come il reggae. L'altra sera il buttafuori stava cercando di capire che personaggio avesse di fronte prima di farlo entrare e quando poi ha detto al gruppetto che poteva scendere, loro risentiti hanno rifiutato e se ne sono andati. Ma la nostra è semplice tutela".

Come commenti la reazione dell'Assessore Amelia Frascaroli, che ha consigliato di boicottare il tuo locale? Francamente da lei non mi aspettavo una reazione così di superficie, è un politico che stimo e in questo caso specifico credo abbia agito di impulso senza approfondire minimamente la questione. Cosa che invece andava fatta.

Qual è il tuo stato d'animo in questo momento? Hai ricevuto dei messaggi di solidarietà, magari da chi frequenta la tua discoteca e conosce la filosofia del locale? Sono stressato ma sereno. Sono state delle giornate pesanti e sono stato letteralmente preso d'assalto dalla stampa. Sì, moltissimi i messaggi di solidarietà arrivati sia in forma privata che su Facebook.

"BOICOTTATE I LOCALI RAZZISTI". MA L'OPPOSIZIONE: "UNA BUFALA". Dopo i primi titoli è stato l'assessore al welfare Amelia Frascaroli a commentare il fatto esortando i giovani a boicottare locali razzisti, seguita dai Giovani Democratici e poi da Matteo Lepore, che ha dichiarato che a Bologna non c'è spazio per il razzismo con l'intenzione di andare a fondo. E mentre è stato aperto un fascicolo in Procura, ieri, nell'aula del consiglio comunale c'è stato chi, seguendo la situazione critica della specifica zona dalla parte dei residenti, ha spostato l'attenzione sulla vera questione, ovvero quello della sicurezza.
"La bufala del locale razzista strumentalizzata ad arte dal PD e SEL ha creato dal nulla un caso solo per nascondere la realtà quotidiana di degrado ed insicurezza di Vicolo del Broglio e San Vitale - ha commentato Manes Bernardini, Insieme Bologna - Siamo messi così: politicanti da quattro soldi che speculano sulle bucce di banane create ad hoc! Ma quando si parlava dei centri sociali e dei danni che combinano per la città nessuna condanna? Perché non la stessa fermezza?".

ECCO IL VERO PROBLEMA, ALTRO CHE RAZZISMO. E quello dei residenti è un altro punto di vista infatti: "Dai vertici delle forze dell'ordine hanno fatto sapere che faranno chiarezza e valuteranno anche le chiamate ricevute nel tempo: ne troveranno tantissime perchè noi residenti da anni siamo stretti in questa morsa di degrado dovuta ai due locali e alle loro frequentazioni: dall'urina e la sporcizia ad episodi più violenti e, ultimamente anche i tossici che vengono a bucarsi e gli spacciatori che nascondono le dosi da vendere nelle fioriere della chiesa. Ma raramente ci sono stati degli interventi".

DA QUALCHE SETTIMANA UN'ATTIVITA' DI SPACCIO PIU' SPUDORATA. Ed è sempre un residente del vicolo che collega via San Vitale e Strada Maggiore a dare testimonianza di una recente intensificazione dell'attività di spaccio: "Da qualche settimana alcuni individui la sera, durante se serate più movimentate, sostano in gruppo di 3/4 all'angolo fra via San Vitale e Vicolo Broglio e sono davvero sospetti: è abbastanza chiaro che gestiscano un giro di droga collegato alla movida e al passaggio. Probabilmente i soggetti a cui è stato vietato l'ingresso sono proprio loro ed è allora comprensibile che il buttafuori (che poi di buttafuori ce ne sono diversi di colore) li abbiano rimbalzati".

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