Cronaca Centro Storico / Via Guglielmo Oberdan

Arte, nuova frontiera: Gabo, il poeta di via Oberdan, "vende" versi in strada

"Con le mie poesie stimolo le persone a pensare" racconta Gabriele, detto Gabo. Ormai conosciuto in tutta Bologna il giovane poeta di strada racconta la sua "atipica" attività

Si chiama Gabo (Gabriele) e offre poesie. Da un anno frequenta via Oberdan e ora ha una sua postazione fissa: una sedia e un tavolo, una lavagnetta con scritto: “Uno sguardo, una poesia”, un taccuino su cui appunta le ispirazioni che arrivano dalla strada e un libro (Psicomagia di Alejandro Jodorowsky). Scrive i suoi versi su dei foglietti di carta e li distribuisce alle persone ma, su richiesta, improvvisa. Fra una richiesta e l’altra (anche una famiglia di stranieri si ferma e chiede una poesia improvvisata ricordandosi di lui da un viaggio di anno fa), interrotti da passanti incuriositi e amici, Gabo racconta a Bologna Today qualche particolare sulla sua attività di “poeta di strada”. 

Da quanto tempo distribuisci poesie?
Da novembre dell’anno scorso. Prima giravo e fermavo la gente per chiedere se volesse una poesia, ora ho questo tavolo e questa sedia e per me è diventato più comodo perché posso improvvisare e scrivere poesie lasciandomi ispirare dagli sguardi. Mi hanno ispirato moltissimo i Buskers di Ferrara.

Che cosa fai esattamente?
Scopro le “basi umane”, faccio quasi psicologia. Assecondo una curiosità istintiva che ho sempre avuto verso le persone e mi guadagno da vivere scrivendo poesie e improvvisando versi: mi lascio condurre da uno sguardo e di solito riesco a coglierne l’essenza. Con le poesie stimolo le persone a pensare. L’anima e i sentimenti sono il mio primo obiettivo e con la poesia vorrei aprire le crepe della gente per far uscire la luce.

Quali sono le reazioni più frequenti dei passanti?
Per la maggiore si dimostrano diffidenti, ma chi ha bisogno di poesia si ferma e me ne chiede una. Ormai sono in tanti a conoscermi, la gente mi saluta e ho persino dei “clienti” fissi.

Quanto si è disposti a pagare per una tua poesia?
E’ troppo soggettivo, c’è chi mi dà un euro, chi più di 10.

Quali gli ostacoli della vita da strada?
Ho coltivato questo luogo e c’è qualcuno che vuole mettersi al posto mio. Trovo ingiusto dover litigare con altre persone, che fra l’altro non sono artisti (ma ambulanti senza licenza) e che pensano soltanto ai soldi e ad accaparrarsi le zone più “produttive”. Una volta mi hanno rubato il tavolo e so chi è stato. Ma che ci posso fare…

Se passasse qualcuno e ti dicesse: “Pubblico le tue opere!” che risponderesti?
Direi di sì! Anzi, mi piacerebbe raccoglierle tutte e magari organizzare dei “salotti” durante i quali fare poesia.

Regaleresti una delle tue poesie a Bologna Today?
“Ci sono troppi poeti che suonano. Troppi musicisti che scrivono. Troppi occhi e pochi sguardi. Troppi che credono e pochi che sono”.

 

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