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Lunedì, 23 Maggio 2022
Storie di disabilità

Iniziano i lavori per l'ascensore di Emo: "Non ci crediamo ancora. Ne abbiamo passate tante, incluso il covid"

Parla la figlia di Emo Gruppioni, l'83enne disabile che ha aperto una battaglia per l'ascensore condominiale: "Dopo il clamore mediatico sembrava arrivasse il lieto fine e invece papà è stato ricoverato e ha contratto il virus"

La storia di Emo Gruppioni e di quell'ascensore che lo avrebbe liberato dalla "reclusione" la ricordiamo tutti, anche perché richiamò molto l'attenzione e pose al centro della scena dei temi condivisi da molte persone disabili. Per lui si erano mobilitati anche J-Ax e l'ex sindaco di Bologna Virginio Merola. E dopo mesi di incertezza, entusiasmi rotti da nuove difficoltà e burocrazia finalmente partiranno i lavori per l'installazione dell'ascensore: "Quando ho visto affisso quel foglio non potevo crederci anche se finchè non lo vedo non ci credo" le parole della figlia Elisa Gruppioni, che sei mesi fa ha iniziato con la difficile battaglia insieme a Confabitare, sostenuta dal presidente Alberto Zanni, che non ha mai smesso di stare accanto alla famiglia.  

“Questo ascensore serve a mio padre non soltanto per raggiungere più facilmente l’ambulanza quando viene a prenderlo per le visite, ma anche per restituirgli il diritto di fare una passeggiata all’aria aperta o gioire delle semplici cose che per noi sono scontate. Voglio che mio padre conduca una vita normale come tutti, questo è un diritto che gli è stato negato per 15 anni, nessuno gli restituirà il tempo che ha perso però è importante che nel futuro questo ascensore ci sia”.

Riassulto: la storia di Emo Gruppioni e dell'ascensore negato

Emo è un uomo disabile di 83enne, costretto in casa da 15 anni, perchè più della metà dei condomini dello stabile in cui vive negli anni si sono opposti all’installazione di un ascensore per motivi futili. Quest’anno, con la possibilità di inserire nel Superbonus 110% anche l’ascensore come elemento trainato la figlia Elisa decide di fare tutto il possibile per conseguire il suo obiettivo. È marzo, il condominio sta per iniziare i lavori del Superbonus, il tempo stringe e in questo frangente Elisa sente la necessità di affidarsi ad un’associazione che tuteli la posizione della sua famiglia e l’accompagni in questo momento difficile coi condomini. Si reca da Confabitare e l'associazione si dimostra molto sensibile  e vuole risolvere il caso. A luglio, Elisa deve andare all’ennesima assemblea per richiedere l’inserimento dell’ascensore nella pratica. Su 20 condomini, 11 si oppongono all’installazione, ma per il Superbonus bastano 1/3 dei proprietari favorevoli (e non i 500 millesimi): dunque, rimostranze a parte, l’assemblea si conclude nel migliore dei modi: l’ascensore si
può installare senza problemi e senza impegno economico.  Sembrava che tutto fosse andato a buon fine, ma dopo qualche settimana un condomino si oppone impugnando la delibera, adducendo il fatto che l’ascensore può provocare danni strutturali e costringendo così Elisa ad una perizia di un architetto e di un ingegnere. Entrambi rilevano che l’installazione di un ascensore di dimensioni più piccole della norma è fattibile e non reca danni all’immobile. Lo studio è fatto molto bene, basta solamente la deroga firmata dal Comune (attesa inizialmente per i primi di ottobre), ma con l’impugnazione della delibera condominiale e la conseguente mediazione si rischia di andare oltre i tempi. Elisa è sconfortata, non riesce ad accettare l’ingiustizia, pensa che ci sia bisogno di un cambio di mentalità, che non si possa vivere in una società tanto egoista. Dopo la telefona ad Alberto Zanni, Presidente Nazionale di Confabitare decidono assieme che l’unica soluzione, a questo punto, è quella di denunciare l’accaduto alla stampa, sperando di far riflettere così i condomini e riportare sui suoi passi l’unico che ha impugnato la delibera. Rimane lo scoglio del condomino che ha impugnato la delibera, il clamore mediatico non pare scuoterlo e si aspetta l’8 ottobre, quando è fissata la mediazione. Ma qualche giorno prima arriva ad Elisa una lettera dell’avvocato che, nello stupore di tutti, comunica la rinuncia all’impugnazione della delibera.

"Nonostante il superbonus i condomini non vogliono l'ascensore"

Mesi difficili per Emo: "Un lungo ricovero durante il quale ha contratto anche il covid"

Elisa Gruppioni, figlia di Emo, racconta gli ultimi difficilissimi mesi: "Mio padre Emo Gruppioni è entrato in ospedale il 4 Novembre 2021 ed è uscito il 24 Dicembre 2021 (ricovero di 7 settimane durante il quale ha contratto anche il Covid). E’ uscito e rientrato a casa sempre utilizzando un’ambulanza perché ancora l’ascensore non c’è. Dopo il clamore mediatico di ottobre 2021 sembrava tutto risolto ma ci sono stati altri “intoppi” in questo percorso (che dura ormai da 15 anni) e solo all’inizio di quest’anno sembra si siano risolti. Tengo sempre a ricordare che tutta la situazione è costantemente monitorata dal Presidente Zanni di Confabitare: il giorno 28 Gennaio è stato affisso dall’amministratore di condominio il cartello di inizio lavori che dureranno qualche mese.

Durante il lungo ricovero di papà ho voluto sollevare un tema che sicuramente anche altri disabili hanno dovuto affrontare: se un disabile entra in Ospedale vengono bloccati i contributi per l’assistenza domiciliare. Nello specifico dopo 7 giorni di ricovero l’assegno di cura erogato dal Comune di Bologna e dopo 30 giorni di ricovero l’assegno di accompagnamento erogato dall’INPS. Il problema è che il disabile anche se ricoverato continua ad avere bisogno di assistenza da parte dei familiari in quanto il personale ospedaliero (in sottonumero) non può accudire una persona totalmente dipendente dagli altri ed inoltre il collaboratore familiare assunto per l’assistenza del  disabile non può essere licenziato su due piedi finchè  questo non rientra a casa e quindi deve percepire il suo stipendio come è giusto. Ma se il disabile ha dei sostegni mensili per poter pagare il collaboratore perché altrimenti non ce la farebbe (ISEE basso, pensione minima, etc), come fa quando gli vengono tolti?

J-Ax si mobilita per Emo: "Metto a disposizione il mio avvocato"

Crowfunding, l'elemosina dei vicini: "14 centesini in monete da 1 cent"

Da qui la mia intervista televisiva di novembre per porre all’attenzione pubblica questa problematica e l’apertura del crowfunding per chiedere un contributo non tanto a parenti ed amici ma, pensavo, ad enti/associazioni che potessero darmi una mano. Il mio gesto ha avuto da una parte molte critiche (addirittura un mio condomino ha ben pensato di farmi “l’elemosina” mettendomi in 2 diverse occasioni 14 centesimi nella buchetta in pezzi da 1cent) e un senso di “vergogna” da parte dei miei genitori che in 40 anni di disabilità non hanno mai chiesto nulla. Dall’altra parte però ha smosso la solidarietà di tante persone conosciute e non: innanzitutto il settore Welfare del Comune di Bologna che mi ha contattata per rivedere la situazione contributiva di mio padre, poi il crowfundig che mi ha permesso di pagare un mese di badante grazie a tante persone la maggior parte delle quali non conoscevo neppure, poi contributi privati che non si sono appoggiati al crowfunding, il Circolo del PD “Giusti-Ferrarini” del mio quartiere che con una lettera molto toccante ed un inaspettato contributo economico ed infine 2 ceste regalo con beni alimentari da parte della mia Parrocchia “S.Pio X” e da parte dell’associazione “Una città con te”.

Vorrei veramente ringraziare di cuore tutte queste persone perché a parte l’aiuto economico ci hanno fatto sentire (alla mia famiglia e a me) il calore umano e l’affetto di qualcuno che ti tende la mano senza chiedere nulla in cambio. Papà adesso è a casa, sta un po’ meglio ma le sue condizioni sono peggiorate da prima del ricovero e richiede sempre più assistenza, ma comunque è ancora con noi e questa è la cosa più importante. Spero che riesca a vedere l’ascensore installato e soprattutto riesca ad utilizzarlo per poter finalmente uscire qualche volta non solo per andare in ospedale ma anche per andare a fare una passeggiata".

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