Nidi e asili potenziati, stop dei sindacati al piano del comune: "Rischio esternalizzazione"

Il nodo soprattutto nel pre e post scuola. L'organico aumentato per fare fronte alle norme anticovid

Comune di Bologna aumenta sì il personale in vista della riapertura di nidi e scuole dell'infanzia, ma ricorrendo (in particolare per le materne) alle cooperative: scatta allora l'altolà dei sindacati, che parlano di esternalizzazione di una parte dei servizi e si preparano a contrastare la mossa annunciata nell'incontro che si è svolto con l'amministrazione.

Il Comune, riferisce Gladys Ghini della Fp-Cgil, "pensa di potenziare i servizi della scuola dell'infanzia, per quello che riguarda il pre e post scuola, quindi dalle 7,30 alle 8,30 e dalle 16,30 alle 18, attraverso gli appalti e quindi con personale delle cooperative".

Al tavolo, la Fp ha già fatto sapere di "non gradire questo tipo di scelta e quindi abbiamo chiesto che venga rivista", continua la delegata: "L'utilizzo dell'appalto non può essere convincente per noi, perché crediamo nel valore pubblico. Senza nulla togliere ai lavoratori delle coop, che sono professionisti come lo sono i dipendenti del Comune, ma è una modalità non in linea con il percorso sui servizi educativi e scolastici che il Comune ha sempre adottato, vale a dire la gestione diretta".

Per la Fp, il Comune ha perso l'occasione di un confronto preventivo "perché magari il contributo dei lavoratori e delle lavoratrici avrebbe potuto portare a suggerimenti interessanti anche per l'amministrazione", aggiunge Ghini.

Poi c'è il tema dei protocolli per il contenimento del rischio coronavirus: "Ci sono stati illustrati senza la presentazione dei testi, ma è anche vero- continua Ghini- che il direttore generale ha affermato che quello di oggi era solo un primo incontro, quindi ci rivedremo per affrontare i punti più specifici sollevati oggi".

Nel frattempo, "informeremo i lavoratori visto che non sanno ancora nulla", riferisce Ghini, confermando l'assemblea che la Fp-Cgil (insieme alla Uil) ha in cantiere per giovedì. "Dopodiché vedremo come affrontare la situazione", aggiunge la delegata: "Intanto incontriamo i lavoratori e poi decideremo insieme a loro, come sempre".

L'amministrazione "ha fatto una proposta, soprattutto per le scuole dell'infanzia, che prevede l'uso di personale delle coop per la gestione del pre e del post scuola. Per noi- dichiara Vilma Fabbiani dell'Sgb- è una privatizzazione di un pezzo del servizio, per loro è solo un aumento di ore per personale che già lavora nelle scuole per il sostegno ai disabili".

Ad ogni modo, "abbiamo risposto che è una proposta inaccettabile", mette in chiaro la rappresentante dell'Sgb: "Noi chiediamo il potenziamento, oltre che delle strutture educative e scolastiche pubbliche, anche del personale e cioè insegnanti, educatori e collaboratori attraverso assunzioni a tempo indeterminato e stabilizzazione dei precari".

Solo questo "permetterebbe di ridurre il numero bambini per aula nelle scuole d'infanzia, altrimenti devono spiegarci come si applica il distanziamento- continua Fabbiani- e di ridurre il rapporto adulto-bambini nei nidi". Inoltre, "c'è un problema di salario per i collaboratori- afferma Fabbiani- perché terminando alle 16,30 per loro il servizio non dura più dieci ma nove ore, con perdita dell'indennità di turno".

L'Sgb, intanto, un'assemblea l'ha svolta già stamattina "e i lavoratori hanno detto no- riferisce Fabbiani- a qualsiasi soluzione che proponesse una privatizzazione o comunque un affidamento di parte dei servizi alle coop". E dunque: "Di certo non staremo con le mani in mano, ma dobbiamo ancora decidere le mobilitazioni", dice Fabbiani. (Pam/ Dire)

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