Cronaca

Asili nido, calano le liste d'attesa: è boom dei privati

'Il minor numero di bambini in lista d'attesa rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso dimostra che il nuovo sistema di convenzioni che ha calmierato le tariffe dei nidi privati ha consentito a più famiglie di accedere a questi servizi'

La graduatoria di settembre ha portato a 121 le nuove ammissioni nei nidi comunali della città: rispetto alla prima graduatoria di luglio, la lista d’attesa si è ridotta di oltre 200 posti passando da 794 a 582 domande. Inoltre, rende noto Palazzo D'Accursio, sono ancora 19 (di cui 14 part-time) i posti liberi nei nidi comunali cittadini.

La distribuzione della lista d’attesa tra i quartieri è la seguente: 70 a Borgo Panigale-Reno, 92 a Navile, 111 a Porto-Saragozza, 119 a San Donato-San Vitale, 106 a Santo Stefano, 84 a Savena. Dei 582 bambini in lista di attesa, 108 sono già iscritti in un nido privato convenzionato. Quindi a oggi sono 474 i bambini in lista d'attesa. Nello stesso mese di settembre del 2016 i bambini in lista d'attesa erano 767. 

Tale diminuzione è motivata dal nuovo sistema di convenzioni con i nidi privati per l'anno educativo 2017-2018, in pratica, si legge nella nota "il minor numero di bambini in lista d'attesa rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso dimostra che il nuovo sistema di convenzioni che ha calmierato le tariffe dei nidi privati ha consentito a più famiglie di accedere a questi servizi". Nell'anno educativo 2016-2017, spiega il Comune di Bologna, convenzionava 190 posti, inserendoli totalmente nella propria graduatoria, a fronte di 488 posti totali nei 24 nidi privati convenzionati. Con il nuovo sistema, quest'anno il Comune può arrivare a convenzionare 373 posti, a cui si aggiungono gli 82 posti occupati dai bambini che frequentano già dagli anni scorsi i nidi privati. Dei 373 posti, quelli già richiesti e assegnati sono 340, mentre 33 sono quelli ancora disponibili.

Proprio per le convenzioni con le strutture provate a luglio scorso educatrici e personale degli asili nido comunali avevano scioperato "contro le politiche di tagli e privatizzazioni volute dalla giunta Merola e per rivendicare un servizio pubblico di qualità e migliori condizioni di lavoro. Le lavoratrici chiedono il rispetto del contratto nazionale che prevede il lavoro a luglio sia solo su base volontaria mentre in realtà tutte le educatrici dei nidi “sono obbligate” a lavorare dai 10 ai 12 giorni per il progetto luglio 2017".ì

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