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Assalti esplosivi ai bancomat, le immagini del gruppo in azione | VIDEO

Sette persone sono finite agli arresti dopo una indagine congiunta di polizia e carabinieri. Recuparato anche molto materiale, tra cui marmotte esplosive già pronte. La batteria di malviventi aveva prediletto un modello di Alfa come veicolo per i 'colpi'

 

Un gruppo di sette soggetti, originari di diverse parti del Paese ma residente tutti nel bolognese, sono stati arrestati e accusati di fare parte di una banda dedita agli assalti esplosivi ai bancomat.

L'operazione, denominata 'Metodo Giulietta' è stata condotta nel fine settimana. Al gruppo sono attribuiti tre assalti esplosivi, di cui due tentati e uno riuscito, rispettivamente alla Emil Banca di Monzuno (BO) il 03.07.2020, alla UBI Banca di Lunano (PU) il 07.08.20 e alla Banca di Imola in loc. Spazzate Sassatelli (BO), il 22.08.2020.

Le indagini, coordinate dal procuratore Capo di Bologna Giuseppe Amato del procuratore aggiunto Morena Plazzi e dei sostituti procuratori  Michela Guidi e Elena Caruso, sono state condotte dalla squadra mobile di Bologna e dal nucleo investigativo dei carabinieri di Bologna.

Assalti al bancomat: ladri usavano un preciso modello di auto

E' stata la squadra mobile di Pistoia, durante un controllo a trovare una Alfa Giulietta, risultata con la targa sostituita da un altra vettura, del medesimo modello e risultata rubata. Successivi accertamenti hanno poi evidenziato come il veicolo in questione sia collegato con utenze telefoniche tutte gravanti nel bolognese.

Si è attivata quindi la Mobile di Bologna, che con una serie di appostamenti e intercettazioni ha ricostruito il modus operandi del gruppo. Uno dei malviventi era specializzato nel rubare e modificare la centralina delle Alfa Giulietta, ragione per la quale la batteria di malviventi ha sempre utilizzato questo modello di vettura.

Assalti al bancomat: polveri ed esplosivi trovati in casa

In due abitazioni poi, a Tolè di Vergato e in Bolognina, in via Fornasini a Bologna, sono stati ritrovati una marmotta già armata e altre sette da riempire, unitamente con anche polveri in parte già miscelate e in parte precursori separati, nelle disponibilità di un altro componente, considerato l'esplosivista del gruppo.

Assalti al bancomat: la banda agiva in piccoli gruppi

Non tutti e sette i componenti del gruppo agivano insieme: gli assalti erano portati avanti sempre da nuclei di massimo quattro persone. Nei giorni precedenti si studiavano i luoghi possibili, bancomat e uffici postali, e si preparava il terreno per ottimizzare i tempi e le modalità di intervento. Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati infatti anche chiodi a quattro punte per ostacolare un eventuale arrivo di forze dell'ordine e anche pesanti chiavi con le quali i banditi prima forzavano il cash dispenser e le 'pale' con le quali infilare la marmotta esplosiva nei vani dei bancomat.

Assalti al bancomat: nel gruppo anche un latitante

uno degli arresti è stato particolare: di lui gli inquirenti non avevano identità precisa, poiché non usciva mai di casa. Il motivo? Era latitante. L'uomo si era fatto irreperibile da quando gli era stata contestata la partecipazione a una rapina avvenuta nel bolognese nel 2017. La suq identità è stata accertata solo quanto polizia e carabinieri sono andati ad arrestarlo, ospite di un altro membro della banda.

Assalti al bancomat: trovate agende, si sospetta rete

Sempre nel corso delle perquisizioni sono state trovate diverse agende. Il sospetto degli investigatori, suffragato a alcuni riscontri, è che la banda sia in contatto con altri gruppi situati in Francia e Spagna, in grado di dare supporto logistico ed eventualmente riparo nel caso di complicazioni o di assalti condotti all'estero.

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