Assalto all'auto di Salvini e aggressione a cronista: l'ex ministro atteso in aula a Bologna

Oggi la prima udienza del processo: le accuse sono a vario titolo di violenza privata, danneggiamento aggravato e lesioni aggravate. Scendono a 18 gli imputati

Il leader del Carroccio nella sua ultima visita al Pilastro

Sarà chiamato a testimoniare il 20 gennaio il leader della Lega ed ministro dell'Interno Matteo Salvini, nell'ambito del procedimento a carico degli attivisti di vari collettivi che nel novembre 2014, intercettarono l'entourage e danneggiarono l'auto di servizio sulla quale stava il leader del Carroccio, al termine di una visita a politica nei pressi del campo sinti di via Erbosa.

Assieme a Salvini, gli avvocati delle parti civili hanno chiamato a testimoniare anche Lucia Borgonzoni e il giornalista Enrico Barbetti, aggredito e ferito in un episodio a margine. Un'altra udienza è fissata per il 2 dicembre. Presenti oggi in aula gli avvocati delle difese e delle parti civili, assieme alla pm Antonella Scandellari.

Sono intanto scesi a 18 gli imputati a dibattimento, che a vario titolo dovranno rispondere di violenza privata, danneggiamento aggravato e lesioni aggravate. Tra questi anche gli otto giovani a quali è contestata l'aggressione al giornalista del Resto del Carlino Enrico Barbetti, che in un episodio a latere alla contestazione alla Lega riportò la frattura a un braccio.

La visita 'politica' al campo sinti, poi l'arrivo dei collettivi

I fatti risalgono all'8 novembre 2014. Quel giorno, oltre a contestare i leghisti presenti e a insultarli, alcuni degli attivisti presero d'assalto l'auto su cui viaggiavano Salvini, l'allora candidato alla presidenza della Regione, Alan Fabbri (ora sindaco di Ferrara), e le consigliere comunali di Bologna, Lucia Borgonzoni, ex candidata del centrodestra alla presidenza della Regione, e Mirka Cocconcelli. Salvini, Borgonzoni, Fabbri e la Lega erano stati ammessi come parti civili nella fase preliminare del procedimento.

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