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Cronaca Via Isonzo

LETTERA "Disoccupato e malato, non riesco a pagare l'affitto. Solo promesse"

Parla di "promesse non mantenute" Gaetano Palladino quando cita i servizi sociali. L'uomo aveva già espresso il suo malessere minacciando di dar fuoco al Comune di Casalecchio

Una lettera alla nostra redazione, una richiesta di aiuto, un appello ai servizi sociali a fronte di "promesse" non mantenute. A scrivere la sua storia è un uomo in difficoltà a causa del suo stato di salute e della sua precarietà economica, che compromette la serenità di una famiglia composta da quattro persone. Già la scorsa estate l'uomo era andato in escandescenza (per la seconda volta) nel palazzo del Comune di Casalecchio di Reno e aveva cosparso un ufficio di benzina minacciando di appiccare il fuoco.

Ecco il suo messaggio e la richiesta di aiuto.

Mi presento. Sono Gaetano Palladino, residente a Casalecchio di Reno in via Isonzo. Intendo porre attenzione sulla tristissima vicenda che ormai da tempo coinvolge me e il mio nucleo familiare, affinchè questo possa servire per ottenere un intervento urgente da parte delle autorità competenti che, fino a questo momento, sono rimaste sorde ad ogni mia richiesta di aiuto. Sono coniugato e viviamo nell'immobile di via Isonzo, assegnato quale casa popolare, unitamente ai nostri due figli, entrambi minorenni.

Sia io che mia moglie da diverso tempo siamo privi di occupazione e conseguentemente di qualsiasi forma di sostentamento necessaria per mantenerci e provvedere ai bisogni della famiglia e dei nostri figli, dato che anche loro non sono riusciti a trovare alcuna attività lavorativa. Mia moglie, nel mese di aprile del 2011, ha perso il posto di lavoro presso l'Ipermercato Carrefour di Casalecchio, con la conseguenza che da allora tutto il nucleo familiare è attualmente privo di qualsiasi fonte di sostentamento come già detto.

Le mie condizioni di salute sono particolarmente gravi, dato che soffro di diverse patologie, tra cui, la più peggiore, consiste in una cronica depressione, per la quale sono in cura presso l'Ausl  e che proprio per la situazione in cui vivo è in progressivo peggioramento. Nonostante le precarie condizioni di salute, sia io che mia moglie ci siamo prodigati in tutti i modi per ricercare un'occupazione dignitosa che garantisse a noi e ai nostri figli le quotidiane esigenze di vita ed un'esistenza quanto meno decorosa. Le possibilità di trovare lavoro, sono state pressochè nulle, ragione per cui già da diverso tempo siamo "seguiti" dagli assistenti sociali dell'Ausl e dal Comune di Casalecchio di Reno. In tutti questi anni gli assistenti sociali hanno fatto ripetute promesse sia in ordine a possibili borse di lavoro sia ad un'adeguata assistenza che tenesse conto dei nostri primari bisogni di sostentamento.

Le promesse fatte non sono mai state in alcun modo mantenute, dato che non vi è stato alcun intervento di rilievo né nei miei confronti né nei confronti di mia moglie, visto che gli unici aiuti economici sono consistiti, in pratica, nel pagamento di alcune bollette, senza alcun intervento significativo che potesse realmente venire incontro alle nostre esigenze primarie, quali la spesa quotidiana e quella relativa al mantenimento e all'assistenza nostra e dei nostri figli.

A nulla sono serviti i ripetuti appelli indirizzati all'Assessorato alle Politiche Sociali e Sanità, al quale in numerosissime situazioni ho fatto presente la situazione di indigenza e la conseguente necessità di ottenere un posto di lavoro o almeno delle ore di lavoro per poter avere una fonte di sostentamento. Anche da lui ho ricevuto sempre e solo promesse che non mi hanno permesso di ottenere un lavoro.

Solamente nel periodo luglio-dicembre 2010, tramite l'Assessore, ho usufruito di una borsa lavoro alla pubblica assistenza di € 270,00 al mese, attraverso la quale avrei dovuto svolgere la mansione di accompagnatore e autista di ambulanze, ma in realtà mi hanno richiesto solo di lavare le ambulanze e eseguire le pulizie, come facevano altri colleghi del momento, che avevano problemi di tossicodipendenza, che erano incompatibili per il mio stato di salute, ragione per cui non ho potuto proseguire la borsa di lavoro.

Sono seguiti ulteriori nuovi colloqui con la direttrice dell'Asl di Casalecchio ma senza esito. Anche in queste circostanze solo e soltanto promesse, ma nulla di più. Conseguentemente ora io e mia moglie ci troviamo nella reale impossibilità di far fronte alle esigenze primarie dei nostri figli e del proprio nucleo familiare, non riuscendo a percepire alcuna fonte di reddito. Non abbiano, inoltre, alcun parente in grado di sostenerci in modo continuativo, come dimostrato dalla certificazioni dei redditi che da tempo abbiamo consegnato agli assistenti sociali e agli organi preposti.

Ad oggi non siamo in grado di corrispondere il canone di locazione, di far fronte alle spese di qualsiasi tipo, alimentari, mediche e necessarie a tutti i membri della nostra famiglia. Io e mia moglie siamo attualmente costretti a rivolgerci alle apposite organizzazioni, quali la Caritas, per la somministrazione dei pasti e dei beni di prima necessità che, peraltro, non vengono garantiti in modo continuativo, con tutte le conseguenze facilmente immaginabili.

I ripetuti incontri con i servizi sociali, nostante la situazione stia peggiorando inesorabilmente, non sembrano sortire alcun effetto. Nell'ultimo colloquio gli assistenti sociali hanno riferito che per il mese di ottobre è stato disposto un budget per la mia famiglia non superiore ad € 150,00, che non copre nemmeno le spese per l'utenza del gas, mentre nessun contributo è previsto nei mesi seguenti.

Devo evidenziare, inoltre, che gli stessi assistenti sociali, ultimamente, mi hanno proposto di svolgere alcune ore di lavoro alle seguenti condizioni: € 88,00 mensili, con necessità, data l'ubicazione della sede di lavoro, di acquistare almeno un abbonamento mensile al bus di € 36,00.  Quanto sostenuto dagli assistenti sociali in ordine alla budget per ciascuna famiglia non risponde al vero, dato che altre famiglie percepiscono sussidi e aiuti di gran lunga superiori ai nostri, pur vivendo in condizioni ben più agiate delle nostre.

Del tutto improduttive sono state le assicurazioni ricevute dal Sindaco e dall'assessore che, ad oggi, non sono in alcun modo intervenuti nonostante le promesse fatte davanti ai media locali, anche in relazione al pagamento dei canoni di locazione scaduti.

Spero che la presente lettera serva per sollecitare un immediato intervento di qualcuno che possa suggerirmi una strada percorribile o aiutarmi a garantire a me e al mio nucleo familiare una minima fonte di sostentamento, ottenuta attraverso un'attività lavorativa seria e lecita.

Cordiali saluti.

Gaetano Palladino

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