Coronavirus e disabili: "Continuiamo le attività online, non lasciamo soli i genitori"

I ragazzi di Associazione di Idee, tutti con sindrome di Down vivono così la quarantena: "I laboratori vanno avanti e per chi ha difficoltà ci sono i colloqui individuali". Il racconto della psicologa Rosanna De Sanctis

Le videochiamate dei ragazzi

I ragazzi che di "Associazione di Idee" li abbiamo già conosciuti per il loro documentario "Sognando Gianni Morandi": affetti da sindrome di Down e soprattutto da un entusiasmo irrefrenabile (che ha saputo conquistare appunto anche il loro idolo Gianni al punto da "girare" insieme) condividono un appartamento in via Saragozza e, insieme a una squadra di educatori e professionisti, imparano la vita in autonomia fra turni di pulizie, cucina e laboratori.

Con l'emergenza Coronavirus però, le porte della loro casa si sono chiuse e da settimane questi ragazzi sono tornati dalle loro famiglie, vedendosi stravolta quell'intensa quotidianità alla quale erano stati abituati fra compiti da svolgere e piccole sfide domestiche. Non solo, alcuni di loro, adorabili coppie di fidanzati, sono adesso costretti a stare lontani dai loro innamorati e trovare vie alternative alla comunicazione. Il tema è quello della disabilità in rapporto al difficile momento che stiamo vivendo, fra l'altro con l'allarme costante che arriva dalle strutture che ospitano persone con difficoltà intellettive e fatiche psichiatriche, con casi di contagi e purtroppo anche di decessi

Dai ragazzi di Associazione di Idee arriva però un ottimo esempio e un piano anti-Covid-19 che potremmo prendere tutti come buona pratica da seguire. A raccontarlo la presidente Rosanna De Sanctis: "Noi abbiamo chiuso il nostro appartamento appena prima del decreto, lo scorso 7 marzo. Abbiamo capito che ci dovevamo fermare e tutti i ragazzi sono stati trasferiti dalla loro famiglie: alcuni seguivano solo le attività diurne, mentre per altri questa era la loro residenza per un paio di settimane al mese. Un cambiamento importante e una causa che andava spiegata nel modo giusto, per non sconvogere nessuno". 

Avete subito studiato un modo per non interrompere le attività? "Sì. Mentre tutti i nostri ragazzi sono tornati a casa dai loro genitori, che pure stavano affrontando un nuovo cambiamento e una situazione più o meno complicata da gestire, ci siamo subito messi a pensare come continuare a distanza e abbiamo cominciato con qualche videochiamata con Whatsapp, facendo acquisire gradualmente dimestichezza con le chat ai nostri ragazzi, non tutti appassionati di smartphone e tecnologia. Non solo con loro: ci siamo organizzati anche per i colloqui con i genitori, che poco alla volta sono diventati appuntamenti fissi, sia individuali che di gruppo". 

Associazione Idee Coronavirus-2

A proposito di abitudini e zone di conforto, come avete risolto le questioni più "pratiche"? "Abbiamo tenuto valido il nostro calendario dando continuità ai laboratori del lunedì e del venerdì, che oggi sono fatti in video-diretta e includono piccole sorprese e compiti da portare a termine e poi documentare con foto e riprese.  Qualche esempio: fare una torta insieme (o altre ricette da condividere e fare insieme), dipingere il cancello di casa, stirare, organizzare e preparare un pasto completo, leggere insieme all'educatore un testo, fare dei laboratori di musica e dei quiz. Ma poi, per chi ha delle difficoltà ci siamo anche per colloqui individuali". 

Come avete spiegato ai ragazzi il Coronavirus? Come stanno reagendo alla quarantena e al sentimento della paura? "Abbiamo creato un documento 'facilitato' che, grazie alle immagini, riesce a spiegare per bene ma nel modo più semplice e meno allarmistico cosa sia questa epidemia e come combatterla con pochi gesti. Ecco come lavarsi le mani, quando e perchè...". 

Coronavirus facile3-3

Avete pensato a un sostegno anche per i genitori dei ragazzi? "Sì, abbiamo creato un gruppo di sostegno anche per loro e fissato un appuntamento fisso per confrontarci, capire come i ragazzi affrontavano queste nuove modalità di proseguire le attività e valorizzare le loro risorse facendo sentire i familiari meno soli. Abbiamo impostato delle guide per mostrare loro come usufruire delle risorse online per visitare virtualmente musei e mostre, film e video in rete e dare insomma un po' di informazioni per passare del tempo insieme. Abbiamo impostato anche delle meditazioni settimanali visualizzate, con la musica e la mia voce che mamma, papà e figli seguono insieme". 

E a proposito di genitori, la mamma di Agnese, Roberta racconta come la figlia stia vivendo questo periodo e soprattutto la lontananza dal suo innamorato Eugenio, entrambi ospiti di Associazione di Idee..."Agnese ha 31 anni e dall'inizio dell'emergenza sta 24 ore su 24 a casa con noi: non era abituata a questa vita, ma la sta prendendo serenamente grazie a una serie di impegni quotidiani che esegue con regolarità. Dalle pulizie e l'igiene personale la mattina alla gestione del menù settimanale ai i suoi laboratori e le chiamate frequenti al suo fidanzato. Non era un'appassionata dal telefonino, ma adesso fa moltissime video chiamate, soprattutto con il suo Eugenio. Segue volentieri le attività e i laboratori e così dal lunedì alla domenica è piena di impegni. Vederla serena, senza mai lamentarsi del nuovo assetto, per noi è bellissimo e ci fa affrontare questo momento delicato con minori preoccupazioni". 

Agnese Crescentine-2

Agense e le sue buonissime crescentine

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