Fondi contro discriminazioni di genere: Bologna incassa metà di quelli richiesti

Il Comune fuori dalla graduatoria, mentre diverse storiche realtà incassano risorse dimezzate riepstto alle richieste

Fondi per contrastare le discriminazioni e la violenza di genere: Bologna ne chiede 'tanti', ne riceve la metà e il Comune non entra nemmeno in graduatoria.

E' quanto emerge dalla classifica regionale dell'Emilia-Romagna, pubblicata martedì, che rende noti quali sono i progetti relativi alla promozione e al conseguimento delle Pari opportunità che, per il 2020, riceveranno un contributo economico da parte della Regione. In tutto sono 67 i progetti approvati e quindi ammissibili al finanziamento, di cui 33 hanno come capofila Comuni, Città metropolitana, Province e Unioni comunali, mentre 34 interessano asociazioni e organizzazioni private.

A Bologna, in tutto gli enti hanno chiesto circa 500.000 euro, ma la Regione ha stanziato un totale di circa 220.000, che si dividono tra varie realtà locali, pubbliche e private. Su tutte, svetta l'associazione culturale Youkali che, grazie all'alto punteggio in graduatoria, per realizzare il progetto 'Donne fuori dall'angolo' riceve quasi 17.000 euro sui 19.600 richiesti.

"I progetti camminano a volte lenti, a salti di anni, con fatica, ma poi camminano...", scrive la presidente dell'associazione, Simona Sagone, che su Facebook delinea il programma del progetto. "Porteremo nuovi laboratori nelle scuole dell'Appennino e di Bologna per scardinare gli stereotipi in particolare di genere, realizzeremo una rassegna di spettacoli a Villa Spada quest'estate e un podcast radiofonico", spiega Youkali, che cerca volontari "per dare gambe alle idee". Per trovare un'altra realtà bolognese però si deve scendere al 17esimo posto in graduatoria, occupato dall'associazione teatrale 'Tra un atto e l'altro', che riceve 21.600 euro

Tra i progetti più 'costosi' da realizzare a Bologna c'e' il teatro Arcobaleno del Cassero, che ha chiesto alla Regione Emilia-Romagna un contributo di 40.000 euro e ne riceve la metà. Stesso destino del comitato Arcigay anche per l'associazione Dry-Art, il comitato provinciale Aics e l'associazione MondoDonna, che ricevono la metà dei fondi richiesti.

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Infine, ricevono meno di un terzo del contributo richiesto, la Casa delle donne per non subire violenza, l'Unione donne in Italia (Udi), l'associazione Orlando, l'Acli provinciale di Bologna e anche la Città metropolitana: gli enti hanno chiesto alla Regione Emilia-Romagna 40.000 euro per realizzare alcuni loro progetti e ne ricevono, invece, 14.000 (Orlando e Acli solo 12.000). Fuori dalla graduatoria il Comune di Bologna che per realizzare il progetto 'Una stanza rosa per audizioni protette' aveva chiesto alla Regione 30.400 euro. (Saf/ Dire)

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