Palazzo d'Accursio mette all'asta i locali del Caffè Vittorio Emanuele in Piazza Maggiore

La finalità dell'amministrazione "non è semplicemente quella di ricercare sul mercato un operatore economico che offra un canone di concessione adeguato, ma anche contribuire alla salvaguardia del patrimonio culturale e, in generale, dell'interesse storico-culturale"

Foto Dire

Servono almeno 50.350 euro l'anno per sperare di vedersi assegnati i locali di uno dei bar con la posizione piu' centrale di Bologna: il Caffè Vittorio Emanuele, con doppio affaccio su piazza Maggiore e su piazza del Nettuno. E' questo, infatti, il canone annuo fissato come prezzo a base d'asta dal Comune di Bologna, proprietario dell'immobile, che ha pubblicato un avviso per la concessione dei locali per nove anni, così come riporta la Dire.

Si parla in tutto di un centinaio di metri quadri di superficie tra piano terra, piano interrato e piano ammezzato (più dehors. Il locale è attualmente utilizzato dalla società Bar Vittorio di Renato Lideo, sulla base di una concessione scaduta nel 2018. Essendo parte del Palazzo del Podestà, il bar è vincolato e quindi il Comune ha inoltrato alla Soprintendenza una richiesta di autorizzazione alla concessione: quest'ultima, si precisa quindi nel bando, è subordinata all'ok della Soprintendenza "e il contratto dovrà contenere tutte le eventuali prescrizioni e condizioni contenute nell'autorizzazione".

In ogni caso, nell'avviso "si prescrive che sia mantenuta l'attuale immagine esterna dell'esercizio, senza aggiunta di ulteriori insegne esterne diverse da quelle giaà presenti": questo perche' il locale "ha contribuito, nel tempo, con la sua presenza, a sedimentare l'immagine della piazza". Gli spazi oggetto del bando dovranno essere destinati per tutta la durata del contratto "esclusivamente a pubblico esercizio-bar", con esclusione quindi del divieto presente nel Regolamento per l'esercizio del commercio nelle aree urbane di particolare valore culturale, cioe' il cosiddetto decreto Unesco. "Non sono comunque consentite all'interno dell'immobile, quali attivita' sussidiarie o complementari- prescrive poi il Comune- le seguenti attivita': money transfer, phone center, sala giochi e qualsiasi attivita' inerente l'utilizzo di slot machine e di altri giochi d'azzardo elettronici, agenzia di raccolta scommesse".

La finalità dell'amministrazione nell'assegnare in concessione l'immobile, si legge ancora nell'avviso di gara, "non è semplicemente quella di ricercare sul mercato un operatore economico che offra un canone di concessione adeguato, ma anche contribuire alla salvaguardia del patrimonio culturale e, in generale, dell'interesse storico-culturale, valutando l'esistenza di caratteristiche che possano determinare un particolare valore storico, culturale ed identitario di alcuni locali, sia come valore in se', sia come qualificatore e attrattore turistico del contesto, elemento di valorizzazione dell'intero ambiente circostante i locali stessi".

La tutela della tradizione storico-culturale della città "si realizza infatti anche attraverso la salvaguardia e la conservazione dei locali storici e di usi consolidati che, oltre a qualificare il tessuto urbano del centro cittadino, costituiscono elementi di tradizione, memoria e cultura contribuendo alla identità e alla riconoscibilita' dello spazio", si sottolinea nel bando.

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Per partecipare alla gara, bisogna presentare un'offerta entro il 16 settembre.

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