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Domenica, 16 Giugno 2024
Cronaca

Autovelox: la mappa in città e cosa cambia con il nuovo decreto

In città controlli solo per i 50 all'ora. Lepore: "Propaganda elettorale". Ora la palla passa alla polizia locale per gli adeguamenti

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Nuove regole per gli autovelox sulle strade bolognesi. Il ministro Matteo Salvini mette mano alla normativa che ne regola l’utilizzo da parte dei comuni: il nuovo decreto dei ministeri dei Trasporti e dell’Interno - in pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nella giornata di oggi 28 maggio - ha l’obiettivo di disciplinare l’uso e la collocazione dei doli velox automatici. Non toccherà invece le postazioni mobili utilizzate per i controlli sui limiti di velocità disposti dalla Città 30, nonostante Salvini avesse promesso a più riprese di imporre delle correzioni alle ordinanze dell’amministrazione bolognese.

Cosa dice il decreto e cosa cambia

La nuova legge entrerà in vigore a giugno e riguarda la cinquantina di autovelox installati in tutto il territorio metropolitano. In città sono quelli posizionati in via Stalingrado su entrambi i sensi di marcia, viale Panzacchi da e verso i Giardini Margherita, e in viale Berti Pichat in entrambe le direzioni. Il decreto prevede che le stazioni siano segnalate in anticipo e con distanze precise: almeno un chilometro prima sulle strade extraurbane fuori dai centri abitati, 200 metri prima sulle strade urbane di scorrimento e 75 metri prima in tutte le altre. Viene fissata anche una distanza minima tra un dispositivo e l'altro in base al tipo di strada. Ora spetta alla polizia locale effettuare i sopralluoghi e comunicare all'amministrazioni le eventuali modifiche da apportare.

  Il PDF del testo del Decreto autovelox 2024

Autovelox solo con il via libera del prefetto

La collocazione in strada dovrà essere d’ora in poi determinata dai prefetti, che dovranno dare il via libera ai sindaci. Il decreto indica che i velox potranno essere piazzati soltanto in strade che hanno un alto tasso di incidenti e dove è documentata l’impossibilità di impiegare i vigili per il controllo. Tradotto: se i comuni vorranno installare nuovi dispositivi dovranno dimostrare di farlo allo scopo di garantire la sicurezza stradale e non, come ha accusato Salvini su X, di utilizzare uno strumento “che troppo spesso è stato sfruttato solo per fare cassa e tartassare i cittadini”.

Nuovi limiti di velocità

Novità anche per quanto riguarda i limiti di velocità da rispettare. Gli ‘occhi elettronici’ potranno essere utilizzati solo per una riduzione della velocità “non superiore ai 20 chilometri orari rispetto al limite massimo generalizzato”, ovvero quello previsto dal Codice della Strada per quel tipo di strada. Per esempio: su un’extraurbana, dove il limite di velocità è fissato per legge a 110 km/h, non si potrà impostare al di sotto dei 90 km/h il limite superato il quale scatta la multa. I velox tarati diversamente dovranno essere disattivati. In città addio ai controlli automatici sotto i 50 km/h: per accertare il rispetto dei 30 all’ora, gli amministratori dovranno mandare i vigili. Cosa che, però, è già prevista dalla Città 30.

Multe e ricorsi

Il decreto stabilisce anche i casi in cui si può ricorrere alla contestazione immediata. Viene precisato che è possibile fare ricorso a dispositivi che si trovano a bordo di un veicolo in movimento senza contestazione immediata solo nei casi in cui non sia possibile collocare postazioni fisse o mobili. In generale, però, gli autovelox a bordo delle auto delle forze dell'ordine devono essere adeguatamente riconoscibili. I sindaci hanno un anno di tempo per mettere a norma i dispositivi: in questi 12 mesi le multe saranno ancora valide (ricorsi permettendo).

Il decreto riguarderà anche i quattro nuovi autovelox previsti entro la fine della primavera in viale Togliatti, viale Sabena, viale Lienin e viale Cavina.

Lepore: "Propaganda elettorale, ci chiederanno di spostare qualche cartello"

Sul decreto è intervenuto il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, intervenuto ieri a margine di una conferenza stampa: “Quello che sta portando avanti Bologna mi sembra non scalfibile da questo decreto – ha dichiarato –, siamo di fronte a una grande propaganda elettorale perché ci chiederanno di spostare qualche cartello. È sui comuni piccolo e medi che siamo molto preoccupati – continua il primo cittadino – perché quello che si sta decidendo sul Codice della Strada sarà una giungla visto che disincentiva l’uso degli autovelox sulle strade a scorrimento”.

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