Covid, il direttore Ausl: "In autunno aumento dei casi isolati, lavoro immane"

Si farà più fatica a capire come si è venuti in contatto con il virus e tracciare tutti i loro contatti: "Stiamo reclutando personale per fare i tamponi"

"I contagi legati ai rientri dalle vacanze o ai focolai nelle discoteche stanno lasciando il posto ai cosiddetti casi sporadici", da covid. 

Si farebbe quindi più fatica ad individuarli e rintracciarli. Parola di Paolo Bordon, direttore generale dell'Ausl di Bologna, intervenuto a un dibattito organizzato dallo Spi-Cgil provinciale, il 16 settembre. "In estate avevamo molti casi legati ai rientri dalle vacanze o ai focolai nelle discoteche - spiega Bordon - adesso invece abbiamo più casi isolati, sempre tra i giovani. E questo è peggio, perchè facciamo più fatica" a capire come le persone sono venute in contatto col virus e di conseguenza a tracciare tutti i loro contatti. Con l'arrivo dell'autunno "il lavoro sarà immane. Stiamo reclutando personale per fare i tamponi con tempestività e tracciare tutti i contatti dei positivi".

A questo proposito, avverte Bordon, "spero che la Regione e lo Stato stabilizzino il personale per poter mantenere le Usca (le unità speciali create per il tracciamento dei casi positivi, ndr), sarebbe un peccato perdere questa esperienza". In vista dei prossimi mesi, assicura dunque "la nostra squadra è rafforzata per affrontare questa sfida, anche se speriamo di non affrontarla. Avremo un autunno-inverno che richiederà grande collaborazione e grande dialogo. Fare rete sarà la nostra più grande difesa".

Si dice "moderatamente fiducioso" l'assessore alla Sanità del Comune di Bologna, Giuliano Barigazzi, presidente della Commissione socio-sanitaria metropolitana: "Dovremo stare di nuovo al chiuso - sottolinea Barigazzi - magari terremo aperti i dehors col riscaldamento. Ma ancora di più dovremo osservare le regole e avere buon senso. Se lo faremo, non avremo brutte sorprese".

Anziani in case di riposo 

"Servirà una risposta corale, in collaborazione tra istituzioni e case di riposo, per isolare gli anziani in caso di recrudescenza", sostiene Bordon "sarebbe opportuno individuare un luogo sul territorio, che non sia un ospedale, per gestire queste situazioni", afferma il DG di Ausl.

E mentre Barigazzi annuncia che "insieme alla Regione apriremo un 'cantiere' regionale sull'accreditamento", lo Spi-Cgil rilancia le sue proposte. A partire da una revisione delle regole di accreditamento delle strutture. "I mesi dell'emergenza covid hanno dimostrato che il sistema ha allo stesso tempo forti rigidità da un lato e molti margini di discrezionalità dall'altro", afferma la numero uno del sindacato pensionati di Bologna, Antonella Raspadori. Serve "formazione adeguata degli operatori e figure professionali specialistiche", sostiene lo Spi. Occorre inoltre "aumentare il personale, adeguare gli spazi e rafforzare il sistema di controllo". Inoltre, secondo Raspadori, "vanno mantenute le Usca. Le tre aziende sanitarie di Bologna "devono avere maggiore collegamento tra loro e bisogna coinvolgere di più i medici di famiglia- afferma lo Spi- mettendoli in rete tra loro e con le Usca. E' arrivato il momento di rivedere le norme nazionali e assumerli all'interno del Servizio sanitario nazionale", conlude Raspadori. (Dire) 

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