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Avvelenò la compagna incinta, concessi gli arresti domiciliari

Così ha deciso il Gip, dopo la richiesta avanzata dai legali dell'uomo, che tentò così di fare abortire la sua compagna

Arresti domiciliari per l'uomo che lo scorso maggio avvelenò la compagna incinta a Bazzano. Così ha deciso il Gip  dopo la richiesta degli avvocati della difesa. 

L'accusa nei confronti dell'uomo è di lesioni dolose aggravate e tentato procurato aborto.

Infatti l'uomo, 35 anni, dipendente pubblico, versò un prodotto per lavastoviglie nella bibita poi bevuta dalla donna, un'infermiera in stato interessante all'ottavo mese, che finì in Rianimazione. 
Il folle gesto arrivò - secondo quanto aveva spiegato l'uomo - per un problema riscontrato al feto che aveva fatto nascere in lui una profonda angoscia fino a fargli maturare la decisione di far abortire la sua compagna, che non voleva saperne. Inseguito il 35enne si disse "consapevole del gesto ignobile e pentito".

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