Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Vaccini, la denuncia di Avvocato di strada: "Senza fissa dimora dimenticati"

Se ne è parlato ai lavori di commissione del Consiglio comunale di Bologna

Le vaccinazioni anti Covid avanzano, ma restano nel limbo le persone senza dimora. Ad evidenziare il tema è Antonio Mumolo, presidente dell'associazione Avvocato di strada e consigliere regionale del Pd in Emilia-Romagna.

"Dovremmo ricordare che nel piano vaccinale vanno inserite anche le persone senza dimora", sottolinea Mumolo partecipando ai lavori di commissione del Consiglio comunale di Bologna. "Il Piano vaccinale prevede una priorità per le persone che si trovano all'interno di comunità, che sono ad esempio il carcere e anche i dormitori, ma a me non risulta - afferma Mumolo - ci sia stata alcuna indicazione sulle persone che vivono in strada", che sono la maggioranza di quelle senza dimora. Si tratta comunque di "persone conosciute dai servizi sociali e dalle associazioni, quindi si potrebbe organizzare un piano per vaccinare anche loro - continua Mumolo - ma ad oggi non è stato fatto".

Tema che si inserisce, rimarca Mumolo, nel tema più ampio dell'assistenza sanitaria di questa fascia di popolazione. Il consigliere dem ricorda di aver presentato una proposta di legge per garantire il medico di base ai senza dimora, ma "al di là delle possibili modifiche normative che auspico arrivino sia a livello regionale che nazionale", afferma Mumolo, bisognerebbe "stabilire un luogo fisico in ogni città capoluogo, perché sappiamo che le persone senza dimora si trovano nelle città più grandi, dove attraverso l'ausilio dei servizi sociali e delle associazioni di volontariato possono essere curate". Nell'ambito della campagna vaccinale, alle strutture che accolgono i senza dimora va prestata attenzione "e noi siamo ben contenti di collaborare perché questa cosa possa essere fatta nel modo migliore", dichiara sempre in commissione Ilaria Avoni, vicepresidente di Piazza grande.

"L'incidenza di positività nella popolazione della grave emarginazione adulta è abbastanza bassa", riferisce Daniela Ghinello dell'Asp di Bologna: "Nel 2020 sono circa 350 le persone che si sono rivolte alla nostra rete e circa un centinaio sono state coinvolte dal virus, tra positive e contatti stretti". Questo sapendo che "per chi sta in una struttura di accoglienza - aggiunge Ghinello - è molto facile essere considerato contatto stretto, condividendo le stanze".

"Premesso ciò, del tema vaccini si sta parlando ormai da un po' di tempo e noi partecipiamo alla task force 'Covid vulnerabili' - continua Ghinello - dove abbiamo iniziato un discorso, ma c'e' stato riferito che la popolazione dei senza dimora non è considerata come un target specifico fragile all'interno del piano vaccinale e non è prevista al momento una distinzione tra chi sta in una struttura di accoglienza e chi sta in strada. Noi comunque abbiamo iniziato a lavorare con l'Ausl per una campagna di sensibilizzazione e infomazione sull'importanza di vaccinarsi, rivolta sia agli operatori che alle persone ospitate".

Nel frattempo, "stiamo provando a tenere monitorato il piano vaccinale, quindi man mano che le fasce d'età vengono sbloccate - spiega Ghinello - i nostri operatori danno sostegno alle persone in carico, o che incontrano, che rientrano in quelle categorie, così come anche i fragili. Quindi abbiamo ospiti e utenti che si sono vaccinati ma perché rientranti nelle categorie previste dal Piano". Se l'emergenza Covid non ha fermato le azioni di sostegno rivolte alle persona senza dimora, "sul tema vaccinazioni la nota è più dolente", afferma Monica Brandoli, responsabile del servizio Contrasto grave emarginazione adulta dell'Asp. In particolare, "resta il buco delle vaccinazioni agli operatori", afferma Brandoli. (Dire)

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