Baby gang in Riviera: "In spedizione da Bologna per derubare giovani. Fenomeno da fermare con risposte decise"

Dopo alcuni episodi di rapine e aggressioni ad opera di giovanissimi, alcuni dei quali partiti da comunità del bolognese alla volta della Riviera, si invoca l'intervento delle Istituzioni: "Denunce non bastano"

"Il fenomeno delle baby gang è da tempo presente in Emilia-Romagna. E, tuttavia, è stato a lungo sottovalutato. Oggi facciamo i conti con una realtà terribile, di gruppi di minorenni che partono da Piacenza, Reggio Emilia, Bologna, per poi arrivare solitamente in Riviera con il solo scopo di aggredire e derubare ragazzi e adolescenti, spesso coetanei. Lo sforzo delle nostre Forze dell’Ordine, impegnate da tempo nel contrasto a questi pericolosi fenomeni, deve trovare risposte decise e importanti anche e soprattutto nelle Istituzioni".

E' la denuncia che arriva da Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia, per la quale, al fine di arginare il problema, "non basta l’individuazione e la denuncia: occorrono norme che consentano di poter avviare subito a un percorso di riabilitazione e rieducazione questi minori con serie problematiche". 

L'interventi della senatrice segue i recenti episodi verificatisi a Imola (dove nei giorni scorsi un 17enne è stato malmenato da un gruppo di coetanei) e a quanto sta accadendo nel riminese, dove da qualche tempo - come si legge anche sulle cronache di RiminiToday, baby gang imperversano, collezionando aggressioni e rapine.

L'ultimo caso risale allo scorso fine settimana, quando si è consumata l'ennesima rapina per le vie di Riccione: ad agire ancora un  gruppo di giovanissimi di origine africana, alcuni dei quali - poi bloccati - sarebbero scappati da una comunità per minori della provincia felsinea, raggiungendo in treno la 'perla verde'. Qui hanno preso di mira un diciassettenne di Varese, in vacanza a Riccione con alcuni amici e parenti. Da quanto ricostruito da RiminiToday, l'’adolescente stava passeggiando nella zona del porto, distanziato per qualche istante dal proprio gruppo, quando è stato avvicinato da quattro/cinque soggetti  marocchini, i quali, dopo averlo accerchiato, hanno cominciato a strattonarlo ripetutamente fino a minacciarlo di consegnare loro il telefono ed il portafogli. Senza opporre resistenza, il giovane ha ceduto alle minacciose richieste ma non è bastato: prima di andar via, uno degli aggressori gli ha infatti strappato la collanina d’oro dal collo.

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