Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca Navile / Via Piero Gobetti

Relazione 'peccaminosa': cerca la 'purificazione' accoltellando l'amante

Vittima della brutale aggressione di via Gobetti, una badante 45enne, ferita gravemente con 3/4 colpi al collo dal compagno più giovane, che poi si è costituito giustificandosi: "Mi sentivo impuro"

Ancora sangue e donne vittime della violenza dei loro compagni. L'ultima brutale aggressione, avvenuta ai danni di Svitlana Sychevska, badante ucraina 45enne, si è registrata la scorsa notte a Bologna.
La donna, accoltellata in più riprese da un marocchino di 30 anni, con cui aveva da tempo una relazione amorosa, è stata trasportata d'urgenza in ospedale, dove versa in gravi condizioni. L'uomo, catturato poche ore dopo il fatto è finito in arresto con l'accusa di tentato omicidio.

Il feroce ferimento è avvenuto ieri, intorno la mezzanotte. Il nordafricano avrebbe raggiunto la vittima nell'appartamento dell'anziano che assiste e, probabilmente, dopo un diverbio acceso ha estratto il coltello e le si è avventato contro, colpendola tre, quattro volte dritto al collo. Poi l'ha lasciata a terra, agonizzate, con il pugnale conficcato nella spalla. Tutto mentre l’anziana accudita dalla badante dormiva nella sua stanza, per sua fortuna ignara.

Soccorsa, la 45enne è stata condotta all'ospedale Maggiore, dove ora è ricoverata a seguito delle profonde ferite riportate. Ha subito una seria lesione midollare e, se supererà la fase critica, potrebbe avere conseguenze invalidanti permanenti. Non correrebbe un immediato pericolo di vita e i medici non disperano di salvarla, ma è fin d'ora evidente che la donna ha subito una lesione al collo grave, che potrebbe causare anche come effetto una tetraplegia.

Il responsabile invece è stato bloccato verso le 6, dai carabinieri, nei dintorni della biblioteca comunale di Casalecchio di Reno. L'uomo stesso, spinto dal rimorso, ha telefenota agli agenti per confessare il fatto. Allo stato attuale sembra che il movente del delitto sia di natura passionale/emotiva. Infatti, l’aggressore ha riferitodi essere stato spinto al tragico gesto con ferma e premeditata convinzione nell’intento di volersi “purificare da una sorta di peccato”.

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