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Cronaca

Boom di bambini (anche molto piccoli) ricoverati per problemi respiratori: "Pediatria come i reparti covid"

Il direttore della Pediatria dell'Ospedale Maggiore spiega che la situazione non è semplice ed è emergenza posti letto: "Bambini sui 3/4 mesi di età tutti affetti da virus respiratori. L'attenzione deve essere massima"

Numeri alti quelli dei ricoveri nel reparto Pediatria dell'Ospedale Maggiore: sono tanti i piccolissimi affetti da virus di tipo respiratorio. Il direttore Chiara Ghizzi fa il punto spiegando che la responsabilità non è del covid, ma che la situazione è davvero molto simile a quella dei reparti di terapia intensiva degli adulti che hanno contratto il coronavirus. 

"Il covid, come abbiamo imparato negli ultimi due anni, colpisce i bambini, ma generalmente in forma lieve. - spiega Ghizzi -  Quello che invece ci sta preoccuando in questi primi mesi autunnali/invernali è l'alta incidenza di infezione virale (nota a tutti come bronchiolite). Basti pensare che nella Pediatria dell'Ospadale Maggiore da metà settembre ad oggi i ricoveri hanno abbondantemente superato la metà di quelli dello scorso anno e siamo solo all'inizio dell'inverno. Se continueranno ad essere così frequenti, credo che raddoppieremo i numeri dell'intero anno. Questo è legato probabilmente a un'esposizione importante ai virus di tutti i bimbi (in particolare quelli in età pre-scolare) dopo un lungo periodo in cui non siamo stati esposti: chiusura delle scuole, mascherine, l'igienizzazione delle mani su cui abbiamo molto pressato. Tutti fattori che non hanno favorito l'immunizzazione. In sostanza i bimbi quando incontrano i virus sviluppano anticorpi". 

"A pagarne le spese sono soprattutto i bimbi molto piccoli. L'età media dei ricoverati nel nostro reparto ha 3/4 mesi di età, ma ce ne sono anche di più piccoli. Viaggiamo costantemente con il 100% dei posti occupati e qualche posto in più lo dobbiamo anche ricavare altrove. In genere i nostri piccoli pazienti reagiscono bene e dopo 4/5 giorni di ricovero possono tornare a casa, ma nella fase acuta hanno bisogno di restare in ospedale ed essere sottoposti a ossigenoterapia e sistema ad alto flusso per evitare che finiscano in terapia intensiva". 

Quanto è alto il rischio di decesso? "Purtoppo le insufficienze respiratorie acute rappresentano una delle cause di morte in età pediatrica perchè il bimbo soffre in maniera importante del debito di ossigeno. Accade molto raramente e non è mai successo nella nostra pediatria. Ci auguriamo che non debba accadere mai"  

Quella della pediatria è di fatto un'emergenza? "Per noi è un'emergenza a tutti gli effetti anche perchè i bambini hanno bisogno di molta cura e attenzione dal punto di vista medico e l'attenzione deve essere massima anche per non esporli a virus diversi (spesso con sintomi simili) a quello contratto. Le misure igieniche devono essere rispettate al massimo e la sfida riguarda anche i genitori: solo a uno per permesso di visitare i figli. Questa situazione in effetti somiglia a quello che i colleghi degli altri reparti hanno vissuto con il covid". 

Raccomandazioni? "Ricordare che se per un adulto un virus può provocare un banale starnuto o poco altro, per i piccolini può avere ben altre conseguenze. Attenzione ai fratellini e alle sorelline più grandi che vanno a scuola: il capostipite della prevenzione è il lavaggio/igienizzazione delle mani". 

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