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Bambini 'schedati', lo psicoterapeuta: "Bisogna fare chiarezza. Lette molte falsità, valuteremo azioni legali"

Parla Minghetti, referente del progetto Patchwork, del quale sottolinea l'importanza: "Si sta attaccando un progetto che dovrebbe essere considerato innovativo e pioneristico, nonché una grande risorsa per il cittadino"

E' finita sul tavolo dei Carabinieri e dell'ispettarotato di Polizia della Camera dei Deputati la vicenda dei 7 faldoni ritrovani in una saletta a Rastignano di proprietà del Comune di Pianoro, contententi documenti, informazioni sensibili, su situazione familiare, disagi e osservazioni dei bambini che hanno frequentato le scuole del territorio. Materiale acquisito nell'ambito del progetto Patcwork, e che secondo la segnalazione dell'ex candidato della Lega Vecchiettini, era in un armadio senza chiavi e alla mercè di tutti.

Se la candidata alle regionali Lucia Borgonzoni si è rivolta all'ispettarato di Polizia a Roma per far chiarezza sulla vicenda, e il sindaco Franca Filippini ha presentatlo querela all'Arma per diffusione sui social di materiale non autorizzato, a parlare oggi è il referente del progetto a partire dal 2012, lo psicologo e psicoterapeuta Mattia Minghetti.

"Dal 2012 sono il referente di quel progetto - spiega a BolognaToday - anno in cui il materiale è passato in formato digitale, quindi quei documenti sono antecedenti a quell'anno. C'è bisogno di fare un po di chiarezza. Il progetto prevede l'acqusizione di relazioni sui bambini da consegnare alle insegnanti, nell'ambito di un progetto importante e fiore all'occhiello del territorio, al fine di permettere il giusto approccio con tutti gli alunni. Dalle foto che ho visto circolare su Facebook,  parliamo di appunti personali, non relazioni cliniche o cartelle cliniche, o documenti ufficiali di operatori Patchwork che non collaborano più con il progetto per un naturale avvicendamento del personale nel corso degli anni. Quella dove sono stati trovati  non era una stanza casuale, ma dove in effetti si svolgeva lo sportello di ascolto per i genitori. Tutto il resto di ciò che ho letto, invece è totalmente falso, gravissimo e diffamante per più persone, nello specifico per la mia professionalità e per la professionalità dei miei colleghi che collaborano al progetto e per questo mi sto già informando, in accordo con l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna, per procedere per vie legali nei confronti di chi ha compiuto questi atti diffamatori". E conclude: "Attaccare la figura dello psicologo scolastico significa attaccare una figura ormai affermata nella maggior parte dei paesi europei. Non solo, si sta attaccando un progetto del Comune che dovrebbe essere considerato innovativo e pioneristico, nonché una grande risorsa per il cittadino".

Sul tema oggi si è espresso anche l'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna, che per voce di Andrea Marino ha tenuto a precisare che "in relazione alla vicenda di Pianoro sui documenti del progetto Patchwork, l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna ha appreso della vicenda unicamente dalla stampa e pertanto, non avendo alla stato elementi sufficienti, non ha preso in nessuna forma e in nessun modo posizione sull’accaduto".

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