Cronaca

Villa sui colli, alberghi e preziosi: sequestro milionario alla banda dei 'bancarottieri' | VIDEO

Fallimenti pilotati, riciclaggio e sullo sfondo una banca clandestina cinese. E' quanto emerso da un'indagine della Guardia di Finanza che ha smantellato la banda e poi individuato e sottoposto a sequestro il loro tesoretto

25 misure cautelari e sequestri "ragguardevoli" alla banda di bancarottieri "seriali" messa al palo dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia felsinea. 

Nel corso dell’ultima attività del 12 luglio, le Fiamme Gialle hanno individuato e sottoposto a sequestro denaro contante e numerosi beni di valore nella disponibilità degli indagati. Si tratta quindi della repressione di ogni "forma di inquinamento dell’economia legale, al fine di salvaguardare gli operatori economici e i cittadini onesti e rispettosi delle regole", fanno sapere i finanzieri che con l'ultima operazione hanno evidenziato un vero e proprio “sciacallaggio, posto in essere dal sodalizio", come dimostrano i sequestri dei beni "sottratti alle società indotte al fallimento  senza porsi scrupoli delle sorti delle società depredate e delle centinaia di dipendenti" per mesi senza stipendio e, successivamente licenziati nell’imminenza dei fallimenti pilotati.

Maxi sequestro: dagli alberghi alle auto di lusso

I finanzieri hanno sequestrato due alberghi, l’uno sito in una località termale friulana, l’altro sul lago di Vagli in Toscana; immobili di pregio situati sui colli bolognesi e una villetta ubicata in un noto complesso turistico del crotonese; un ristorante sul  lungomare di Forte dei Marmi; diversi veicoli di lusso e d’epoca tra cui una Bentley Continental GT, una Ferrari F308 GTS, una Fiat 500 “Topolino”, una Fiat 600 Abarth, e autovetture Audi, Mercedes-Benz e Range Rover di grossa cilindrata. E ancora un’imbarcazione di 12 m, Itama 38 e diversi orologi di pregio (Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet) e gioielli (pietre preziose, bracciali, anelli, collier).

In alcuni capannoni del sud Italia sono stati rivenuti inoltre 14 mila bottiglie di liquori e vini pregiati, 650 prosciutti di Parma, depredati dallo stabilimento di Langhirano, e 240 mila prodotti per la cura della persona (shampoo, creme corpo, prodotti tricologici).

Via immobili e preziosi ai bancarottieri

L'indagine e la banca clandestina cinese

L’organizzazione, come ricostruito dagli inquirenti, una volta subentrata alla guida di un gruppo dell’hinterland bolognese nel settore della dermo-cosmesi e della G.D.O. (con supermercati dislocati tra Emilia-Romagna e altre regioni del nord Italia), avrebbe distratto 25 punti vendita, trasferiti, nell’imminenza del fallimento, a new-co riconducibili all’associazione bloccando quindi la riscossione da parte dell’Erario per 3,3 milioni di euro di tributi.

Tale gestione della catena di supermercati avrebbe permesso agli indagati di lucrare sul personale, attraverso società di “comodo” che hanno compensato i contributi previdenziali e assistenziali, nonché le ritenute sul lavoro dipendente, con crediti d’imposta fittizi per oltre 2 milioni di euro.

I proventi illeciti accumulati - secondo la ricostruzione degli investigatori -  sono stati re-investiti in nuove imprese, tra cui l’acquisto di un noto prosciuttificio, quindi il denaro veniva trasferito, per essere "ripulito", a società italiane ed estere compiacenti sulla base di fatture false emesse ad hoc per giustificare i flussi finanziari.

Dagli accertamenti è emersa l’implicazione di alcuni cittadini cinesi, inseriti in un sistema di trasferimento dei fondi illeciti, attraverso canali estranei ai tradizionali circuiti finanziari, così da aggirare anche i controlli anti-riciclaggio e consistente in meccanismi “triangolari” di compensazione del denaro movimentato che ricalcano l’operatività della cosiddetta Chinese underground bank”, fa sapere la Guardia di Finanza. Si tratta di una banca clandestina con "sedi" in diverse città italiane, da nord a sud, che dirotta miliardi di euro provenienti da operazioni illecite verso la Cina.

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