Cronaca

Uno Bianca, il legale di Savi parla di 'diritto al reinserimento' e 'richiesta di benefici'

Mentre i familiari delle vittime invocano 'nessuna clemenza per i killer', l'avvocato di Alberto Savi annuncia: 'I tempi sono maturi per chiedere benefici. Il recupero parametro che vale per tutti

"I cardini dell'ordinamento penitenziario sono il reinserimento sociale e il recupero. Ed è un parametro che dovrà valere per tutti". Così l'avvocato Antonio Piccolo, difensore di Alberto Savi, il fratello minore di Roberto e Fabio (vedi intervista al killer), che come loro sta scontando l'ergastolo per i sanguinolenti reati commessi dalla banda della 'Uno Bianca'.

Il legale ha parlato ieri, giorno in cui a Bologna si è svolta la messa commemorativa in ricordo delle vittime della banda del Pilastro. Ieri, dunque, giorno del ricordo, giorno del dolore, dello sfogo. Quello dei familiari delle persone (ben 24) freddate a sangue freddo dai Savi & co. Nessuna indulgenza, ma carcere ad oltranza per evitare che tornino ad ammazzare. Così la mamma di Otello Stefanini - una delle vittime più giovani - ha sbottato.

Dall'altro canto, il legale dei Savi, parla della finalità del regime carcerario, ovvero il reinserimento. 'Comprendo le parole dei familiari - ha detto l'avv Piccolo -  ma il recupero vale per tutti'. Alberto Savi è in carcere a Padova e lavora nel call center del penitenziario.

I termini per richiedere benefici, ha spiegato il legale, "sono maturi". Saranno i giudici di sorveglianza a valutare "quando e come concederli". Reinserimento e recupero previsti dall'ordinamento, ha proseguito, sono "graduali" e devono tenere conto delle gravità delle condotte. In tal senso, l'avvocato Piccolo ha ricordato che i vertici della banda erano Roberto e Fabio e non il suo assistito, che non partecipò a tutti i crimini.

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