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Vertenza al bar della Regione: il cambio di gestione finisce in Tribunale. La replica: "Agito secondo le regole"

Lo fa sapere la Fisascat-Cisl area metropolitana che da oltre un anno sta seguendo la vertenza che coinvolge tre addetti. La replica: "Agito secondo le regole"

Dalla buvette della Regione al Tribunale. Hanno deciso di fare causa i lavoratori del bar che si trova nella buvette della Regione Emilia-Romagna. Lo fa sapere la Fisascat-Cisl area metropolitana che da oltre un anno sta seguendo la vertenza che coinvolge tre addetti.

I quali, spiega il sindacato, sono stati "costretti a rivolgersi al Tribunale del lavoro per vedere riconosciuti diritti acquisiti e retribuzione adeguata dopo il cambio di gestione" avvenuta a inizio 2020, che ha visto subentrare la cooperativa Ambient di Ancona alla precedente Air Service Bologna "che per oltre dieci anni aveva gestito il servizio".

Il nuovo contratto di lavoro, infatti, "non risponde ai requisiti normativi e retributivi previsti dal contratto collettivo nazionale Turismo Confcommercio applicato ai lavoratori medesimi dalla società uscente, con una compressione importante delle retribuzioni sino ad allora percepite e dei diritti acquisiti".

In pratica i lavoratori hanno perso l'anzianità aziendale maturata nel servizio e hanno visto la paga oraria "notevolmente ridotta". Il sindacato chiama in causa anche la Regione. "Come organizzazione sindacale- dichiara Silvia Pergola, segretaria Fisascat- abbiamo, in questi 12 mesi, interloquito con la Regione e i dirigenti di Ambient per trovare una soluzione stragiudiziale ad una situazione inaccettabile, che si verifica, tra l'altro, in una regione e in una provincia in cui sono stati sottoscritti protocolli per la legalità e il rispetto dei contratti nazionali maggiormente rappresentativi in materia di appalti forniture e servizi. E' quantomeno singolare che la Regione da una parte firmi patti innovativi e qualificanti, e dall'altra non garantisca, in qualità di committente, i lavoratori che operano in un servizio che si svolge presso le proprie mura".

Si è arrivati così al Tribunale del lavoro. "Dopo un anno di incontri senza soluzione e dopo l'ispezione della direzione territoriale del lavoro- prosegue la rappresentante dei lavoratori- prendiamo atto, con disappunto e rammarico che, da un lato, la cooperativa continua a non voler applicare le condizioni economiche e normative cui i lavoratori hanno diritto e, dall'altro, che la politica non sappia dare attuazione ai protocolli che sottoscrive e promuove bensì tolleri al proprio interno il perpetrarsi di una situazione di illegalità".

Dalla Cisl arriva dunque "ferma condanna e sconcerto di fronte a quello che parrebbe un inquinamento delle regole del mercato, alla rincorsa al prezzo più basso incuranti della dignità dei lavoratori e delle loro condizioni effettive di lavoro. Siamo- conclude Pergola- al fianco dei lavoratori, proseguiamo ora la vertenza al Tribunale del lavoro affinché sia riconosciuta e salvaguardata la loro decennale esperienza lavorativa, le competenze e professionalità guadagnate sul campo, i livelli di inquadramento e le retribuzioni raggiunte".

La replica della Regione

Viale Aldo Moro respinge in toto le accuse, e lo fa con la versione di Lea Maresca, responsabile del servizio Funzionamento e Gestione della direzione generale dell'Assemblea legislativa regionale.

Il nuovo gestore della buvette, sottolinea Maresca, è stato individuato in seguito a procedura ad evidenza pubblica. "La prima procedura di gara, aperta a tutti gli operatori economici interessati, è andata deserta. A quel punto si è proceduto a una seconda gara, a procedura negoziata, alla quale sono stati invitati 60 operatori economici compreso il gestore uscente, che, però, non ha presentato alcuna offerta".

Riguardo, poi, al contratto di lavoro, la responsabile del servizio evidenzia che per rafforzare le tutela a garanzia di questi lavoratori, "l'Assemblea legislativa, negli atti di gara, ha previsto l'applicazione della 'clausola sociale' e del patto d'integrita', in piena coerenza con il dettato normativo, gli orientamenti giurisprudenziali e i protocolli di legalità".

Di piu': "l'amministrazione ha inserito negli atti di gara l'obbligo, a carico dell'operatore economico aggiudicatario, di costituire una garanzia definitiva pari al 10% del valore stimato della concessione di cui l'amministrazione può valersi per provvedere al pagamento di quanto dovuto dall'esecutore per le inadempienze derivanti dalla inosservanza di norme e prescrizioni dei contratti collettivi, delle leggi e dei regolamenti sulla tutela, protezione, assicurazione, assistenza e sicurezza fisica dei lavoratori".

Per quanto concerne, infine, il criterio di selezione delle offerte, Lea Maresca è perentoria: "Negli atti di gara è stata prevista l'applicazione del criterio dell'offerta economicamente piu' vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo e non certo il criterio del prezzo piu' basso". Proprio perché l'amministrazione si è sempre posta a favore di una soluzione che tutelasse al contempo i diritti dei lavoratori e l'operatore economico, conclude la dirigente, "sono stati svolti numerosi incontri con le parti, chiedendo di partecipare al procedimento istruttorio avviato dall'ispettorato territoriale del lavoro e di essere informata in merito all'esito dell'accertamento stesso". (Dire)

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