Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca San Donato / Via del Lavoro

Via del Lavoro, chiusi due locali: il 'Bar Due effe' e il 'Bar dei ragazzi'

Stretta intorno agli esercizi della via: per entrambi scattano i sigilli, perchè ritenuti della Questura luoghi "malfrequentati" e "pericolosi"

Giro di vite intorno ai locali di via Del Lavoro, dove ieri sono stati apposti i sigilli a due bar, perchè considerati "pericolosi" e "ricettacolo di pregiudicati e spacciatori". Così su ordine della Questura.

Colpito dal provvedimento il "Bar 2 Effe", al civico 12-e di via Del Lavoro, che resterà chiuso per 10 giorni. Ieri il provvedimento è stato notificato al proprietario, un cittadino cinese di 41 anni. Si è giunti alla decisione "perché il locale è risultato essere catalizzatore di persone dedite allo spaccio". Così spiega la Questura, aggiungendo che "inoltre, sapendo che il bar fosse malfrequentato, i titolari non hanno mai richiesto l'intervento delle forze dell'ordine nè fatto segnalazioni". Qui pochi giorni fa, ad esempio, due soggetti erano stati sorpresi a sniffare cocaina, mentre erano seduti ai tavolini dell'esercizio. Arrivata la polizia, ne scaturì un parapiglia. Nemmeno in quella circostanza - sottolineano ancora dalla Questura - la proprietà si sarebbe mostrata collaborativa con le forze dell'ordine.

Analogo trattamento per il vicino 'Bar dei ragazzi', che sorge al civico 16-b sulla stessa via. Anche qui ieri sono scattati i sigilli e l'attività è stata sospesa per 10 giorni. Il provvedimento è stato notificato al gestore, una 29enne sempre di cittadinanza cinese. Durante i vari controlli eseguiti nel locale - spiegano dalla Questura - sono state trovate numerose persone pregiudicate all'interno. Così l'esito anche degli ultimi controlli effettuati dalla polizia nel mese in corso. Da qui la decisione della Questura di dare uno stop all'esercizio, inquanto - motivano- 'ritenuto luogo pericoloso perchè ritrovo di pregiudicati'.
Al 'Bar dei ragazzi' già in passato vennero apposti i sigilli. Ad ordinare la chiusura per 15 giorni, nel 2011, era stato sempre il questore Vincenzo Stingone, intervenuto per motivi di sicurezza e ordine pubblico. La decisione era stata presa dopo varie "visite" delle forze dell'ordine nel locale. Ad inasprire la stretta intorno all'esercizio fu un fatto di sangue avvenuto lì davanti: un 29enne marocchine venne colpito con cinque coltellate durante una rissa che aveva coinvolto una decina di stranieri. Secondo la ricostruzione della polizia, la lite era cominciata fra due persone all'interno del locale, per poi degenerare in strada.

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