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INTERVISTA. Tassista aggredito alla Barca: 'Ho ricevuto una coltellata gratuita'

E' stato dimesso oggi alle 16 Stefano Mazzoli, il tassista 48enne ferito con un coltello in via della Barca: 'La situazione è peggiorata negli ultimi anni soprattutto di notte, ma ora voglio tornare a lavorare'

E' stato dimesso oggi pomeriggio intorno alle 16 Stefano Mazzoli, il tassista 48enne aggredito questa notte in via della Barca da un 'cliente' che aveva caricato al posteggio 'Ico-Stadio' e che lo ha ferito al collo con un coltello. Ha trascorso molte ore al Pronto Soccorso dell'Ospedale Maggiore, dove è stato sottoposto a diversi esami, con una prognosi di 15 giorni. 

"Aveva gli occhi un po' sbarrati, ma capita tante volte di caricare gente strana" ha riferito ai cronisti "ha detto sussurrando Ghisello, ho cercato di farlo parlare perchè non mi piaceva molto", ma ha proferito poche parole. Giunti all'incrocio con via Crocioni gli ha detto di fermarsi "poi ho sentito qualcosa di freddo entrarmi nella carne". Ha alzato d'istinto la spalla e il collo del suo pullover ha leggermente parato il colpo. 

Mazzoli è un ex-poliziotto, istruttore di arti marziali, e quando l'aggressore ha ricaricato il braccio per colpirlo di nuovo, è riuscito a disarmarlo: "Poi lui ha cercato di scappare e io ho cercato di aprire la portiera, ma avevo la cintura e sono rimasto bloccato", così ha guadagnato terreno e il tassista ha perso la visuale: "Sentivo il sangue colare, la macchina era aperta con il motore accesso, il coltello sulla macchina, ho chiamato il 113". 

A Stefano Mazzoli questa notte non sono stati chiesti soldi: "Ho ricevuto una coltellata gratuita, forse non era normale... Secondo il mio punto di vista, la situazione è peggiorata negli ultimi anni, soprattutto di notte. Lavoro solo di notte, non ho paura, ora vorrei tornare a lavorare". 

Forse una deroga nell'utilizzo della cintura avrebbe permesso al tassista di raggiungere il suo aggressore: "So che una volta esisteva una normativa, se non l'avessi avuta probabilmente l'avrei preso". Due settimane prima Mazzoli era stato aggredito con lo spray al peperoncino al posteggio della Stazione Centrale. E' cauto invece sulla questione delle armi da fuoco da difesa: "Facciamo attenzione, quando si parla di armi da fuoco, forse perchè l'ho portata un'arma di ordinanza". Stefano Mazzoli si ritiene fortunato, in effetti poteva andargli molto peggio, e ha lasciato il parcheggio dell'Ospedale Maggiore così come arrivato, alla guida del suo taxi. 

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