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Batterio-killer nelle macchine cuore-polmone: la Regione invia lettere ai pazienti operati

Almeno 10mila pazienti operati riceveranno indicazioni

Verifiche della Regione sulle infezioni da batterio Chimera. Almeno 10mila pazienti emiliani-romagnoli, operati in cardiochirurgia con l’utilizzo della macchina cuore-polmone, riceveranno una lettera che li avvisa, in caso di febbre, di consultare il medico di base. 

Dopo il Venteo, due i decessi per infezione dal cosiddetto batterio killer anche in Emilia Romagna, mentre ulteriori due sono sotto esame. 

“Siamo di fronte a un evento raro, causato probabilmente da un lotto di macchinari prodotti dalla stessa azienda. L’allerta, naturalmente, da parte nostra è massima: ci siamo già mossi, stiamo facendo tutto ciò che è necessario per garantire la sicurezza dei pazienti”, ha detto l'assessore alla Sanità Sergio Venturi.  

Sono una trentina in Emilia-Romagna le macchine cuore-polmone che permettono la circolazione extracorporea nel corso di particolari interventi cardiochirurgici; quelle su cui si è concentrata l’attenzione della Regione sono una ventina, di cui cinque già dismesse negli anni e sostituite. Il legame macchina-batterio è l’acqua, che serve infatti per raffreddare l’apparecchiatura: è da qui che può liberarsi un aerosol con il microrganismo.

Intanto il caso finisce a Roma. Il deputato di Forza Italia Galeazzo Bignami nei prossimi giorni depositerà un'interrogazione al Governo e al Ministero della Salute perchè si attuino tutte le verifiche necessarie.

“L’assessore Venturi venga al più presto in Commissione per chiarire tutti gli aspetti legati al caso del batterio Chimera - chiede la 5 Stelle Giulia Gibertoni  - su questa vicenda, che è costata la vita già a due persone, è necessario garantire la massima trasparenza. Credo che sia opportuno che la giunta, e in particolare l’assessore Venturi, svolgano al più presto un’informativa urgente su questo caso che sta destando grande preoccupazione in tutta la regione – spiega Gibertoni – Informativa che potrebbe svolgersi, oltre che all’interno della Commissione sanità, anche nel corso della prossima seduta dell’Assemblea Legislativa in programma per la prossima settimana. È un passaggio obbligato visti gli sviluppi che questa vicenda sta avendo e le implicazioni importanti sulla tutela della salute pubblica”. Ieri la consigliera Gibertoni aveva presentato un’interrogazione per chiedere il perché non si sia scelto di sostituire gli apparecchi che potenzialmente avrebbero potuto diffondere il batterio con un altro tipo di strumentazione che non presentava lo stesso indice di rischio. “Già del 2015 la ditta produttrice aveva lanciato delle raccomandazioni sull’utilizzo dei macchinari per evitare la formazione del batterio. Credo che la Regione abbia il dovere di spiegare fino in fondo se queste procedure siano state applicate all’interno delle nostre strutture ospedaliere e perché c’è stato qualcuno che le ha evidentemente ignorate. Ora – conclude Giulia Gibertoni – mi aspetto che l’assessore Venturi riferisca al più presto in Assemblea su tutti questi aspetti”.

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