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Domenica, 19 Maggio 2024
Gialli irrisolti / Bolognina

Biagio Carabellò è morto suicida? Restano i dubbi, la criminologa Bruzzone: "Il caso non va chiuso"

La famiglia non si arrende: "Non si tratta di regalare un processo, si tratta di verità"

"Se questa volta non si fa giustizia su Biagio Carabellò, la cosa non riguarderà più solo la sua famiglia, ma tutta la città di Bologna. Perchè se questo tassello della giustizia resterà scoperto, allora significherà che sarà normale trovare qualcuno senza vita in un fosso e non dare una risposta". L'avvocato Barbara Iannuccelli, legale di Susanna Carabellò, ha fatto questa premessa prima di esporre insieme al collega Francesco Antonio Maisano (legale del fratello di Biagio) e alla criminologa Roberta Bruzzone i motivi per cui questo caso "non può essere archiviato". Un report che nel giro di poche arriverà alla Procura di Bologna, visto che formalmente il caso non è stato ancora chiuso. 

Una squadra speciale per la verità su Biagio 

I nodi da sciogliere

Perchè i farmaci che Biagio aveva ritirato la mattina della scomparsa e che assumeva quotidianamente anche più volte al giorno sono stati trovati ben nascosti dentro l'armadio? Perchè una sua giacca che in un primo momento era sporca di sangue è stata trovata poi appesa e ben lavata? Così come le federa del cuscino e il pigiama che sarebbero serviti all'unità cinofila? Perchè la sim di Biagio è stata trovata nella sua tasca destra non stava nel cellulare? L'avrebbe tolta lui invece (semplicemente) di lasciare il telefonino a casa? Perchè si sarebbe suicidato in un momento in cui faceva dei programmi come attivare una connessione adsl a casa?

Sono queste le domande che Iannuccelli, Carabellò, Bruzzone e Maisano si pongono, credendo ben poco alla tesi del gesto estremo. Anche perché quella strada Biagio (che di problemi ne aveva avuti e nessuno lo nega) l'aveva già percorsa e le modalità erano state sempre le medesime: una lettera in cui spiegava le ragioni e i farmaci. 

Ossa umane i documenti: i resti di Biagio trovati dopo 6 anni 

"Non si tratta certo di regalare un processo a qualcuno"

Secondo il team, Biagio Carabellò la mattina della scomparsa sarebbe rientrato a casa dopo il passaggio all'ambulatorio a ritirare le medicine e prima del suo turno di lavoro, che sarebbe cominciato alle 12.30: "La cella telefonica lo intercetta alle 11.46 proprio nella zona di viale Matteotti. E poi i farmaci sono stati trovati nella sua abitazione e quindi da lì ci era passato" spiega Iannuccelli. "Questa vicenda deve approdare in Corte d'Assise - ha detto l'avvocato Francesco Antonio Maisano - Adesso gli elementi ci sono e non si tratta certo di regalare un processo a qualcuno".  

"Confermo che siamo portati a ipotizzare che quella mattina il povero Biagio sia tornato a casa - Bruzzone supporta la tesi dando anche degli spunti ulteriori - Per i farmaci aveva una cassetta apposta per le medicine, ma li avrebbe ben nascosti nell'armadio nel quale teneva i vestiti. Curioso. Se fosse stato invece dissimulato così un suo ritorno a casa poco prima della scomparsa?".

Questa è la direzione in cui vanno i sospetti di Iannuccelli, Bruzzone e della sorella Susanna. Biagio viveva con un coinquilino, che fra l'altro sarebbe la stessa persona che ha lavato i panni di Carabellò escludendo di poter fare ulteriori verifiche. Non solo. La ex di questo uomo avrebbe raccontato che durante una lite lui le avrebbe detto: "Vuoi fare la fine di Biagio?". Ma come sapeva che fine aveva fatto Biagio visto che della sua morte si è saputo molto dopo? Queste le sbavature che rimarcano familiari e i loro legali.

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(foto: Bruzzone in collegamento con Bologna)

Il mistero delle sostanze trovate nelle liquido putrefattivo: eroina e ketamina?

Infine i quesiti sull'esame tossicologico eseguito sui pochi resti di Carabellò (lo scheletro non è stato trovato tutto), che racconta di alcune sostanze presenti nel liquido putrefattivo: "Si tratterebbe di eroina e ketamina. Come poteva essere consapevole di queste assunzioni? - si domanda Bruzzone - Proprio quando prendeva il metadone per evitare di ricadere nella dipendenza? Avrebbe preso della droga prima di andarsi a suicidare? Bisognerebbe proprio sgomberare ogni dubbio, perchè su questo caso ne restano ancora troppi". 

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