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Carabellò

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Scomparsa Carabellò, la Volpe accusata di occultamento e distruzione del testamento

E' stato l'avvocato della famiglia Carabellò Barbara Iannuccelli a dare la notizia dell'ennesimo sviluppo sulla vicenda, arrivata dalla Procura della Repubblica di Bologna

Scomparsa di Biagio Carabellò, ancora novità sul caso del 46enne sparito nel nulla il 23 novembre dello scorso anno da via Tiarini e tutt'oggi nella lista delle persone da cercare. Dopo i tanti colpi di scena che hanno scandito la vicenda, fra il ritrovamento di un testamento e l'ipotesi che sia stato falsificato (qui il confronto tra le due versioni), c'è una nuova accusa per Simona Volpe, amica della fidanzata Elisabetta Filippini e anche di Biagio. La Volpe era stata vicina alla 'Betta' negli ultimi giorni della sua malattia, fino alla sua morte. 

La donna deve rispondere ora, oltre al al reato di uso di atto falso, anche di distruzione e occultamento di testamento olografo. E' stato l'avvocato della famiglia Carabellò Barbara Iannuccelli a dare la notizia di questo ennesimo sviluppo, arrivata dalla Procura della Repubblica di Bologna. 

La consulenza grafologica sul testamento di Elisabetta Filippini, fidanzata del 46enne scomparso deceduta per una malattia, è stata disposta dal Pm Stefano Orsi, titolare del fascicolo coordinato anche dal Procuratore Giuseppe Amato. 

Il primo provvedimento nei confronti di Simona Volpe fu il sequestro preventivo dei beni: la donna avrebbe falsificato il testamento di Elisabetta Filippini, fidanzata dello scomparso Biagio Carabellò, per poi riceverne il cospicuo patrimonio in eredità.

IL GIALLO DEI DUE TESTAMENTI. Fra il giugno e il luglio del 2009 Elisabetta Filippini, malata di cancro da tempo, scrive il testamento che è stato trovato a casa di Biagio Carabellò e di cui una copia è conservata nelle stanze dei Salesiani, visto che la donna voleva destinare parte dei suoi beni a una missione in Africa. Un anno dopo, il 30 giugno del 2010, 'Betta' muore. Nel dicembre 2012 la donna che le era stata vicina negli ultimi giorni della sua vita presenta un nuovo testamento nel quale è citata come destinataria dell'eredità. Alla stessa donna, nel dicembre 2010 (quindi pochi mesi dopo il decesso, in uno dei momenti più duri della sua vita) Biagio consegna il 'primo' testamento allegato a una lettera nella quale le chiede di bruciarlo. Poco dopo Biagio tenterà il suicidio. Lo scorso novembre infine la scomparsa di Biagio. 

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