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In Bici da Firenze a Verona: parte il cantiere nel Bolognese\VIDEO

Avvio lavori a Crevalcore il 30 marzo, fine cantiere nel 2020. Si tratta di 46 km, 14 dei quali già percorribili

 

Parte il cantiere sulla ex ferrovia Bologna-Verona per realizzare una parte dei tratti mancanti della Ciclovia del Sole. Si tratta del progetto per collegare Verona-Bologna-Firenze: 670 km (di cui 360 km in Emilia-Romagna e 166 km nella città metropolitana di Bologna), che si inseriscono in una delle più importanti ciclabili europee, la Euro Velo 7, che va da Capo Nord a Malta. Per un totale di 7.400 km.

Il 30 marzo al via il cantiere nel tratto Bolognese, come annunciato oggi in conferenza stampa dal sindaco metropolitano Virginio Merola, dall’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini e dal Consigliere metropolitano alla Mobilità Sostenibile Marco Monesi.

Si tratta di un importante pezzo tra quelli mancanti: 46,300 km dal confine tra Emilia-Romagna e Lombardia alle porte della città di Bologna che sarà realizzato entro giugno 2020 per un costo di 5 milioni di euro.

La ciclovia (i cui lavori sono diretti dalla Città metropolitana di Bologna) attraversa 8 comuni: Anzola dell’Emilia, Camposanto, Crevalcore, Mirandola, Sala Bolognese, San Felice sul Panaro, San Giovanni in Persiceto e Sant’Agata Bolognese, interessando complessivamente un bacino di oltre 100mila abitanti. 

Per circa 32 km la ciclovia sarà fatta ex novo sulla ferrovia dismessa Bologna-Verona, mentre 14 km, già usufruibili, saranno riqualificati. Il tutto connesso con le stazioni ferroviarie e le ciclabili comunali esistenti.

L'opera, che costa complessivamente 62 milioni, è in gran parte finanziata: solo per un tratto di 14 chilometri i soldi vanno ancora trovati. Inoltre, per collegare la città di Bologna con il percorso sono già previsti finanziamenti di tre milioni di euro da aziende private, mentre il tratto Pian di Venola-Riola di Vergato (21 chilometri)è finanziato con 2,5 milioni dal patto per Bologna e sarà realizzato da quest'anno al 2023. Il resto è atteso dal riparto di fondi ministeriali.

Fondi messi in discussione, nel caso in cui non vengano rispettati i tempi, proprio da sottosegretario Dell'Orco nei giorni scorsi. Merola però non crede che ci sia una reale intenzione di ostacolare un'opera del genere. "Se abbiamo sentito Dell'Orco? Non lo sentiamo perché sarebbe come fare un impacco ad una gamba di legno", risponde invece Donini. "Continuano a parlare di noi senza parlare con noi e tengono bloccati tre miliardi di euro di lavori per le infrastrutture e si informano male sui tempi che ci hanno dato e che noi stiamo rispettando".

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